Poichè lo stato di salute dell'apostolo a r. Luigi Albert era peggiorato, volevo visitarlo. A mezzogiorno mi sono trovato con i due figli e ho dovuto constatare che ci siamo riuniti vicino ad un letto di un morente. Abbiamo festeggiato la Santa Cena con particolari sentimenti. Per alcuni istanti, si è manifestato il suo conosciuto umore in lui e pertanto questo incontro si è rivelato un evento particolare. Sapendo che ci vedevamo per l'ultima volta, ci siamo congedati l'uno dall'altro.
Martedì e mercoledì abbiamo vissuto la prima riunione degli apostoli di quest'anno ancora giovane. Si penserebbe che tutto è stato detto, ma non è così. Secondo il copioso programma c'erano molti punti di colloquio importanti per il presente come per il futuro. Un punto particolare è la formazione da parte del nostro centro di segnalazione per casi di abuso. Abbiamo potuto approfittare di un ricco sapere e approfondire il nostro compito sul tema. Una serie di temi spirituali non sono mancati all'ordine del giorno.
Il martedì sera ho ricevuto la notizia da parte del figlio maggiore dell'apostolo Albert che suo padre era deceduto da alcuni minuti. Oltre all'elaborazione emozionale si trattava di pianificare, organizzare e informare sui passi successivi. Per fortuna ho a disposizione mani che aiutano dietro le quinte e che mi tolgono del lavoro. La ricerca di una data per l'onoranza funebre è stata una sfida. Chi lo ha già esperimentato personalmente sa cosa comporta. Ci sarà di più da leggere nei prossimi appunti di viaggio.
Mercoledì sera ho visitato la comunità di Andelfingen con altre comunità. Durante lo spostamento, dei fiocchi di neve danzavano attorno all'auto, l'inverno è di ritorno. Anche questo servizio divino era un regalo del cielo: una piccola pausa nella frenesia giornaliera, una possibilità di fare del bene all'anima. Ho costatato con riconoscenza che la gioia per quest'incontro era reciproca. Tutto è stato preparato con molto amore per far dell'incontro una festa. Oltre al coro della comunità, Andelfingen ha anche un coro maschile, il quale ci ha dato una particolare gioia con l'inno finale alla fine del servizio divino.
È sabato mattina, ore 04.30 La sveglia suona. Alle ore 05.16, il treno mi porta all'aeroporto dove prendo l'aereo verso Venezia. Non c'è riposo per noi oggi. Il vescovo De Lazzari ci accoglie all'aeroporto. Una breve pausa caffè a casa sua per cambiare il vestiario e già si parte per il servizio divino a Bolzano. Alle ore 15.30 viviamo colà il servizio divino, alla fina della giornata abbiamo fatto circa 600 chilometri. Il viaggio si effettua in maniera divertente, c'è molto da discutere e da raccontare. Dal Ticino, ci raggiunge anche l'apostolo Camenzind. La predica si effettua un po' in tedesco e un po' in italiano, con le relative traduzioni. Un coro ad hoc dimostra il suo impegno e ci raggioisce con il suo canto. La gioia è sostenuta da un pezzo solistico con organo e tromba. Bolzano cresce: la piccola Lotte riceve il dono dello Spirito Santo e fa parte così della comunità. Il commiato da questa piccola ma forte e fedele comunità non è cosa facile.
I fratelli e le sorelle del distretto Italia nord-est sono venuti da lontano. In parte son partiti alle ore 06.00 per raggiungere la nostra chiesa di Trebaseleghe e vivere il servizio divino insieme a noi. Questa domenica mattina vivo la comunità in un'atmosfera festosa tipica del sud. Il coro formato da cantori entusiasti provenienti da tutto il distretto ci allieta con i suoi inni. Anche un coro di bambini si produce; come gli adulti, anche i bambini sono presenti con corpo e anima.
L'entusiasmo aumenta ed è veramente contagioso. Aiutato da diversi strumenti, il coro canta a tutta voce, lodando Dio. Il conducente e sacerdote Mario de Sena viene nominato quale sostituto del conducente di distretto e, anche qui, la gioia è grande.
Nessuno deve ritornare a casa affamato. Nel piano inferiore della chiesa c'è un tavolo apparecchiato riccamente e possiamo passare ancora due belle ore in comunione. L'apostolo di distretto a r. Armin Studer mi ha accompagnato durante tutto il viaggio. Rivedersi suscita molta gioia reciproca e molti ricordi si rifanno vivi.
Arriviamo a casa tardi, molto stanchi ma felici e ripieni di impressioni positive.