L'inizio della settimana scorsa è stato segnato dalla riunione del gruppo di coordinazione internazionale con il sommoapostolo e la riunione della casa editrice. È stato pure il momento del grande cambio dell'occupazione di questo comitato. Gli apostoli di distretto Rainer Storck, Rüdiger Krause ed io siamo stati congedati e al nostro posto sono stati accolti, quali nuovi membri, gli aiutanti d'apostolo di distretto Thomas Deubel, Helge Mutschler e Stefan Pöschel. Il gruppo è pronto per le future sfide insieme al sommoapostolo quale presidente e l'apostolo di distretto Peter Lambert quale membro extraeuropeo.
La pausa per respirare la sposto a più tardi. Mercoledì mattina si parte in viaggio per l'Italia del sud. Napoli è la prima meta, dove l'anziano di distretto Angelo Prisco mi viene a prendere. Il vescovo Ivan De Lazzari è pure atterrato, con lui partiamo per Lanciano, a tre ore e mezzo di macchina. Fulmini, tuoni e forti piogge ci accompagnano. L'aria fredda ha raggiunto anche l'Italia del sud.
La sera abbiamo potuto vivere una particolare Betania nella comunità. Ancora una volta mi meraviglio per la molteplicità dei contributi musicali. Quasi tutta la comunità è coinvolta. Un bell'esempio di come giovani e anziani fanno fruttare le loro doti. Mi sono rallegrato molto per l'incontro con i fratelli e le sorelle e per poter vivere insieme il servizio divino. La comunione e i colloqui dopo il servizio divino lasciano vivere lo stretto collegamento.
La nostra comunità di Martano nelle Puglie, a sud di Lecce, dista più di 450 chilometri. Partiamo con bel tempo, ma lontano all'orizzonte, le nuvole sono nere e pesanti e presto piove a dirotto. Anche il nostro viaggio di vita vive momenti del genere, ma il solo spunta poi sempre.
La bella e viva comunità si trova nel tacco dell'Italia. Chi sente l'Amen e la preghiera del Padre Nostro sa che per i fratelli e le sorelle lo pensano seriamente. Lo si sente dalla voce ferma e ben forte. Ciò vale anche per il canto che risuona con molta forza. Vivo il secondo servizio divino del viaggio in questa bella comunione. Anche qui, i fratelli e le sorelle si trovano nel mio cuore, come dappertutto in questi anni. Questo collegamento resta. Arrivederci, ci vedremo! Vivete sempre nel mio cuore.
All'atterraggio il venerdì sera a Kloten vediamo che l'inverno è di ritorno. questa situazione resterà per un po'. Ma, come tutte cose nella nostra vita, così è come il tempo: non rimane così.
La nostra comunità di Wattwil nel Toggenburgo vive oggi una particolare giornata di festa. Il vescovo Fässler mi accompagna. Una giovane sorella di fede sarà confermata, promette a Dio lealtà e rinuncia decisamente al demonio. I fratelli e le sorelle sono gioiosi nell'aspettativa. Non solo la confermanda è benedetta, ma anche tutta la comunità può usufruire di questo particolare affetto divino. La confermanda ci racconta con entusiasmo, prima del servizio divino, di tutte le sue esperienze di fede con molta convinzione. Sono momenti che vanno direttamente al cuore e procurano molta gioia. Sono entusiasta di come la giovane sortella vive la fede e di come lo testimonia con convinzione: vicino a lei siede la sua migliore amica di scuola.Si diletta pure musicalmente al pianoforte. Collaborare e mettere a disposizione i doni a favore della gioia della comunità non sono parole estranee.
Un SI energico e un sincero voto di Confermazione aprono la via per la benedizione della Confermazione. Chi desidera Dio, lo vive in tutta pienezza.
Pochi giorni prima, prima della Confermazione, una sorella di fede è deceduta dopo una grave malattia. Durante la celebrazione della Santa Cena per i defunti pensiamo particolarmente a questa figlia di Dio, che si era rallegrata e preparata per questa festa. Quali rappresentanti per i defunti, il conducente e una sacerdotessa della comunità ricevono le ostie. Sono momenti emozionanti.
Auguriamo a tutti i confermandi, che oggi e nelle prossime domeniche potranno essere cristiani responsabili e benvenuti nelle comunità, vivere molte esperienze di fede e vivere la vicinanza e l'amore di Dio. Che possano percepire che si ha bisogno di loro e che possono agire attivamente e con responsabilità nella loro comunità.