La fede in Dio influisce in maniera significativa su ogni aspetto della vita umana. Il credente si sforza di conformare i suoi pensieri e le sue azioni alla volontà di Dio e riconosce in Dio l’autore di un giusto ordine. Perché gli uomini possano muoversi in questo ordine, Dio, il loro Creatore, ha dato loro dei comandamenti. In essi si esprime la volontà di Dio, di come debbano essere le caratteristiche dei loro rapporti con Dio. Inoltre i comandamenti sono la base per una buona convivenza tra le persone.
Siccome il credente riconosce Dio come il suo Signore e comprende l’onniscienza divina, egli confida nelle vie di Dio, si interessa della sua volontà e si impegna a sottomettervi la propria volontà.
Già nei tempi dell’Antico Testamento c’erano uomini e donne che nel loro agire si lasciavano guidare dalla fede; in Ebrei 11 ne sono citati alcuni. Questi testimoni della fede possono fungere da esempi anche per i cristiani. Ebrei 12, 1 esorta a fuggire il peccato «che così facilmente ci avvolge» e a percorrere con coraggio la via della fede, lottando contro il peccato.
Il più grande esempio è Gesù Cristo, l’Iniziatore e il Compitore della fede. Egli era unito con il Padre suo e sottometteva la propria volontà sempre a quella di Dio (cfr. Luca 22, 42). La sua ubbidienza incondizionata e l’osservanza di tutto ciò che il Padre gli aveva comandato sono un appello a seguirlo e a condurre una vita secondo il suo esempio: «Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore» (Giovanni 15, 10). Per tutti quelli che lo seguono dimostrando ubbidienza di fede, Gesù Cristo è l’autore di salvezza eterna (cfr. Ebrei 5, 8-9).
Nella fede cristiana, si riconosce che la salvezza si acquisisce mediante la ricezione dei sacramenti. L’accettazione di questi atti divini per la salvezza e l’attesa del vicino ritorno di Cristo permettono di «rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone» (Tito 2, 12-14).
«Vivere in questo mondo in modo santo» significa conformare i pensieri e le azioni alla volontà di Dio, con una fiducia filiale, senza ipocrisia né finzione. Il fondamento di questa fiducia filiale nel Padre celeste è l’amore di Dio per gli uomini. Con ubbidienza di fede l’uomo si sottomette alla volontà divina.
Infondere «l’ubbidienza della fede» nel nome di Gesù è un compito del ministero d’apostolo (cfr. Romani 1, 5; 16, 25-26). Chi è ubbidiente in tal senso, conforma la sua vita alla dottrina di Cristo (cfr. Romani 6, 17). Così egli vive veramente nella fede, cioè secondo i comandamenti di Dio, e in questo modo si manifesta il suo amore per Dio.
Nei comandamenti si esprime la volontà di Dio, di come debbano essere le caratteristiche dei rapporti con Dio. Inoltre i comandamenti sono la base per una buona convivenza tra le persone. (5.1)
Per fede l’uomo accetta Dio quale il suo Signore; confida in lui e si sforza di conformare i suoi pensieri e le sue azioni alla volontà di Dio. (5.1)
L’ubbidienza incondizionata di Gesù nei confronti di suo Padre è un appello a seguirlo e a condurre una vita secondo il suo esempio. (5.1)