Man mano che nell’Impero romano il Vangelo si diffondeva sempre più, molti dei convertiti al cristianesimo erano in parte ancora attaccati alle loro precedenti convinzioni religiose e filosofiche. La combinazione di questi punti di vista con la dottrina cristiana generò delle eresie che disorientarono i credenti. Accese dispute nacquero soprattutto sulle questioni della Trinità di Dio e della dottrina concernente l’essere e la natura di Gesù Cristo. Per opporsi a questo, occorreva formulare delle professioni di fede, vincolanti per la Chiesa e anche per ogni singolo credente. Il criterio per decidere se un’affermazione sulla natura e l’operare di Dio potesse essere accolta nelle professioni di fede era la sua conformità con l’insegnamento di Cristo e dei suoi apostoli. Così, nel corso del tempo furono formulate delle professioni di fede: il simbolo apostolico (l’Apostolicum), il simbolo niceno-costantinopolitano e il simbolo atanasiano.