Con «Legge» s’intende dapprima la legge mosaica tramandata per iscritto, il Pentateuco, ossia i cinque libri di Mosè (la Tora). Elementi essenziali della legge mosaica sono i Dieci Comandamenti e il duplice comandamento dell’amore (vedi 5.3).
Nell’Antico Testamento la Legge era intesa come la via che porta alla salvezza. Essa offre all’uomo la possibilità di evitare il peccato e di vivere perciò in modo giusto davanti a Dio per sfuggire al suo giudizio. La Legge pone l’Israelita davanti a una decisione: se la rispetta, Dio lo benedice, se la trasgredisce, subisce la maledizione di Dio (cfr. Deuteronomio 11, 26-28). I profeti criticavano duramente le situazioni in cui si accentuava soltanto la pura osservanza degli aspetti rituali della Legge, ossia il solo adempimento formale dei comandamenti (cfr. Isaia 1, 10-17).
In Gesù Cristo è stata tracciata la via alla salvezza, alla completa riconciliazione con Dio. Il Nuovo Testamento rivela l’essenza della legge mosaica: non è, come si credeva finora, la via della salvezza, ma mette in risalto la situazione dell’essere umano irrimediabilmente implicato nel peccato e indica la vera via alla salvezza.
Inoltre, dal punto di vista del Nuovo Testamento il concetto di legge può essere esteso considerevolmente: con essa non s’intende più soltanto la Tora tramandata per iscritto, ma anche lo stato sostanziale di ogni vita e di tutte le cose nelle quali l’umo è implicato. Ne fanno parte le leggi di causa ed effetto, di semina e raccolto, del divenire e perire, leggi alle quali nessuno può sottrarsi. «Legge» significa anche un’istanza, presente nell’uomo, che gli chiede di rispettare delle esigenze morali ed etiche (vedi 4.2.1.3).
Giudei e pagani sono entrambi sottoposti a una legge: i giudei sottostanno alla Legge rivelata a Mosè, e i pagani alla legge che Dio ha scritto nel cuore di tutti gli uomini (cfr. Romani 2, 15).