«La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque» (Genesi 1, 2). Questo indica che il Dio trino, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, sviluppa un’attività creatrice (cfr. Genesi 1, 26).
Quando nell’Antico Testamento si legge dello «Spirito di Dio», è inteso lo Spirito Santo. Tuttavia, non è ancora presentato quale Persona divina, bensì è descritto quale forza che dona la vita.
Esempi per l’operare dello Spirito di Dio sono tramandati dai tempi di Mosè (cfr. Esodo 31, 3; Numeri 11, 25-29) e dei giudici in Israele (cfr. Giudici 3, 10; 6, 34; 11, 29; 13, 25), i quali, pervasi dallo Spirito di Dio, con coraggio e vigore guidavano il popolo del Signore nel combattimento contro i suoi nemici.
Anche i re del popolo d’Israele furono pervasi dallo Spirito di Dio. Ne costituiscono un esempio Saul (cfr. I Samuele 10, 6) e Davide (cfr. I Samuele 16, 13). Più tardi Gesù Cristo fece riferimento all’agire dello Spirito Santo tramite il re Davide, dicendo: «Davide stesso disse per lo Spirito Santo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi» (Marco 12, 36). Qui, come in altri passi del Nuovo Testamento (cfr. per es. Atti degli Apostoli 1, 16; 4, 25), diventa chiaro che, ispirato dallo Spirito Santo, già Davide fece riferimento a Gesù.
Ai tempi dell’Antico Testamento lo Spirito Santo pervadeva le persone soltanto temporaneamente e non, come nel Nuovo Patto, in modo permanente quale dono sacramentale (cfr. 1 Samuele 16, 14; Salmi 51, 13).