Ai tempi dell’Antico Testamento la speranza di salvezza era diretta soprattutto verso la liberazione da disagio terreno e dalla prigionia. Sotto questo aspetto il popolo d’Israele sperimentò l’agire di Dio nella liberazione dalla schiavitù in Egitto.
Tramite Mosè, Dio diede al suo popolo la Legge. Essa contiene delle indicazioni su come l’uomo può liberarsi da condizioni di colpevolezza nei confronti di altre persone (cfr., tra l’altro, Esodo 21, 28-30; Levitico 25, 39 ss.).
A poco a poco la speranza di salvezza d’Israele si spostò poi sempre più chiaramente sull’arrivo del Messia atteso come liberatore dalla potente schiavitù del peccato: «O Israele, spera nel Signore, poiché presso il Signore è la misericordia, e la redenzione abbonda presso di lui. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe» (Salmi 130, 7-8).
Con molte promesse, annunciate per mezzo dei profeti, Dio preparava la venuta del Redentore. In lui tutte queste promesse si adempiono.