Sebbene nel Nuovo Testamento non si trovi una dottrina precisa della Trinità, vi sono tramandati avvenimenti e formulazioni che evidenziano la Trinità divina nella sua attività per la salvezza. Un esempio per la presenza del Dio trino emerge subito all’inizio dell’attività pubblica di Gesù, quando, al suo battesimo, il Padre e lo Spirito Santo confermarono la missione del Figlio di Dio divenuto uomo: «A un tratto, come egli usciva dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. Una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto» (Marco 1, 10-11). In questo passaggio si palesa che il Figlio di Dio agisce nell’unione con il Padre e con lo Spirito Santo.
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono menzionati anche nell’incarico battesimale che Gesù diede agli apostoli prima di salire al cielo (cfr. Matteo 28, 18-19).
Indicazioni riguardo all’unione delle Persone divine si trovano nel Vangelo di Giovanni, dove si parla dell’unità del Figlio con il Padre e dove Gesù dice: «Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10, 30; cfr. Giovanni I, 1.18). Anche la promessa dello Spirito Santo rimanda alla Trinità di Dio (cfr. Giovanni 16, 13-15).
Nelle lettere del Nuovo Testamento vi sono altri accenni alla Trinità di Dio, nella glorificazione di Dio e anche in formule di benedizione. Si legge in I Corinzi 12, 4-6: «Ora vi è diversità di doni, ma vi è un medesimo Spirito. Vi è diversità di ministeri, ma non vi è che un medesimo Signore. Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti». Qui si parla dell’unicità di Dio e allo stesso tempo delle diverse rivelazioni delle tre Persone. Anche Efesini 4, 4-6 attesta che l’operare di Dio accenna alla sua natura trina: «Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti». Pure I Pietro 1, 2 si riferisce all’agire salvifico della Trinità divina: «[...] eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo».
La formula di benedizione alla fine della seconda lettera ai Corinzi rappresenta un chiaro riferimento alla Trinità di Dio: «La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (II Corinzi 13, 13).