L’uomo è giustificato mediante la fede in Gesù Cristo. In questo senso le opere dell’uomo non contribuiscono affatto alla sua santificazione e giustificazione: «Riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge» (Romani 3, 28).
Ciononostante la fede e le opere sono strettamente relazionate e non possono essere divise: buone opere sono l’espressione di una fede viva, se mancano, la fede è morta. Quindi la fede non è soltanto una disposizione interiore, bensì spinge all’opera (cfr. Giacomo 2, 15-17).
Le buone opere hanno la loro origine nella fede; sotto questo aspetto sono il lato visibile della fede, dal quale è riconoscibile la realtà della stessa. La fede si concretizza soprattutto nell’amore per Dio e nei rapporti amorevoli con il prossimo.
La fede e l’opera, la giustificazione e la condotta santificata, vanno insieme e sono indissociabili.
«Vangelo» significa «buona notizia». Nel Nuovo Testamento con «Vangelo» s’intende l’operare salvifico di Dio in Gesù Cristo. (4.8)
La Legge e il Vangelo rivelano la volontà salvifica di Dio. La Legge è orientata sul popolo d’Israele, mentre il Vangelo ha una validità universale. (4.8)
Così come già nell’Antico Patto si trovano accenni al Vangelo, riferimenti alla Legge fanno parte anche della predicazione del Vangelo nel Nuovo Patto. (4.8.1)
Nel comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo, Gesù Cristo ha riassunto ciò che nella legge mosaica è sempre valido ed essenziale. Perciò la «legge di Cristo» include elementi importanti della legge mosaica. (4.8.1)
L’uomo è giustificato mediante la fede in Gesù Cristo. In questo senso le opere compiute dall’uomo non contribuiscono affatto alla sua santificazione e giustificazione. Ciononostante la fede e le opere sono strettamente relazionate. Le buone opere sono originate dalla fede; sotto questo aspetto sono il lato visibile della stessa. (4.8.2)