Secondo la concezione cristiana, l’Antico Testamento è essenzialmente orientato a preparare la venuta del Messia e a testimoniare di Lui; lo conferma Gesù stesso (cfr. Giovanni 5, 39; Luca 4, 17-21; Luca 24, 27). Ai discepoli spiegava le Scritture riferendosi alla sua attività: «Queste sono le cose che io vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi» (Luca 24, 44). Quindi occorre interpretare l’Antico Testamento considerando come punto di partenza il Figlio di Dio. In Cristo si compie l’Antico Patto. L’incarna- zione del Figlio di Dio è l’essenziale autorivelazione di Dio, una rivelazione che si colloca al centro della Storia della salvezza. Questa realtà si esprime con la formula: «Gesù Cristo è il centro della Scrittura».
Per quanto riguarda la fede e la dottrina, l’importanza e il significato delle dichiarazioni espresse nei diversi libri anticotestamentari o deuterocanonici, sono da determinare in base alla loro concordanza e conformità dei loro contenuti con il Vangelo.