In occasione del primo servizio divino, un edificio di culto viene destinato alla sua funzione. Salvo l’atto di dedicazione, compiuto normalmente dall’apostolo di distretto o dall’apostolo, lo svolgimento del servizio divino di consacrazione è identico a quello degli altri servizi divini.
Il servizio divino di consacrazione è basato su un testo biblico riferito a questo evento. Nelle sue parole introduttive, l’officiante esprime la gratitudine nei confronti di Dio. Di consueto, si estende il ringraziamento ai fedeli per il loro spirito di sacrificio che ha reso possibile la costruzione e si esprime riconoscenza per l’impegno di tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione. Si fa anche menzione dello sviluppo storico della comunità.
Nella preghiera di consacrazione, nel nome della Trinità di Dio, si consacra l’edificio alla sua destinazione sacra. In questo modo viene dedicato a luogo in cui lo Spirito Santo si manifesta. In futuro qui sarà annunciata la parola di Dio e si elargiranno i sacramenti. Tutto ciò che avverrà in questo luogo, dovrà servire al compimento di chi desidera la salvezza in vista del ritorno di Gesù Cristo. L’edificio di culto e tutti quelli che vi si riuniscono sono affidati alla protezione di Dio e al servizio dei suoi angeli.
La chiesa consacrata è ora un luogo di adorazione di Dio e anche di rifugio per chi cerca salvezza; serve a offrire, nei servizi divini, consolazione divina, rafforzamento della fede e pace per l’anima.
Se un edificio di culto non è più utilizzato per dei servizi divini, esso viene sconsacrato nel corso di un servizio divino. In questo ultimo servizio divino si toglie la destinazione dell’edificio a luogo santo di manifestazione di Dio, che le era stata data alla consacrazione. Dopo la sconsacrazione, la precedente chiesa è di nuovo un edificio normale che può essere destinato a un uso differente.