Santifichiamo la domenica soprattutto adorando Dio nel servizio divino, accettando con fede la sua parola, ricevendo il perdono dei peccati con un cuore pentito e accogliendo degnamente il corpo e il sangue di Cristo nel sacramento della Santa Cena. Agendo in tal modo, i credenti commemorano il sacrificio di Cristo e la sua azione redentrice, celebrano la risurrezione del Signore e dirigono il loro sguardo sul suo ritorno. Frequentando i servizi divini dimostrano la loro gratitudine per gli atti salvifici di Gesù; manifestano con ciò anche il loro desiderio di ricevere la parola di Dio e il sacramento.
Chi deve lavorare, chi è malato, invalido o anziano, e perciò non può assistere al servizio divino, santifica la domenica cercando, secondo le proprie possibilità, in preghiera il collegamento con Dio e con la comunità. Dio si avvicinerà loro, offrendo pace, consolazione e rafforzamento (vedi12.4.3 La).
I giorni festivi dell’anno liturgico (vedi 12.5 Le) sono celebrati con servizi divini anche quando non cadono di domenica.
Il giorno di festa, essendo il giorno del riposo, permette di pregustare il promesso riposo presso Dio. Il nesso tra il terzo comandamento e questo «giorno di riposo» è descritto in Ebrei 4, 4-11. Per raggiungere questa meta occorre sfruttare le offerte del momento attuale e ricevere, nel servizio divino, la parola e il sacramento con un cuore credente (cfr. Ebrei 3, 7).