A ogni cristiano neo-apostolico si offre una cura dell’anima personale.
Essa si orienta sull’esempio di Gesù. In particolare, egli compiva frequenti visite a Betania, presso Maria, Marta e Lazzaro, stabilendo così un rapporto di fiducia particolare tra di loro: «Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro» (Giovanni 11, 5). Anche la visita di Gesù presso Zaccheo a Gerico rappresentava un esempio di amore attivo e prontezza ad aiutare: «Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua» (Luca 19, 5). Questa visita produsse degli effetti benedicenti: «Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa» (Luca 19, 9).
Da ciò che ci è tramandato di Gesù, ricaviamo il senso e lo scopo delle odierne visite pastorali. Ogni membro della comunità ha a disposizione un sacerdote incaricato della cura dell’anima personale, responsabile dunque anche delle visite. In genere, in questo compito è affiancato da un diacono.
Nell’assistenza dei fratelli e delle sorelle sta in primo piano l’intenzione di approfondire l’amore per Dio e per la sua Opera, di promuovere la vita di fede e di aumentare la conoscenza dell’operare di Dio per la salvezza. Questo avviene soprattutto tramite uno scambio di pensieri riguardanti questioni della fede.
Ai credenti è dedicata un’assistenza particolare in tutte le situazioni della vita; durante le visite pastorali sono accompagnati dai ministri nelle loro preoccupazioni e domande. In questo modo si rafforza il rapporto di fiducia tra il curatore d’anime e i credenti. La decisione di agire secondo i consigli ricevuti rimane, naturalmente, a discrezione dei fratelli e delle sorelle, rispettando e incoraggiando la propria responsabilità individuale. Naturalmente le visite pastorali non avvengono se i fratelli e le sorelle non le desiderano.
Un elemento importante della visita pastorale è la preghiera in comunione. Inoltre, il curatore d’anime accompagna i fratelli e le sorelle con le sue intercessioni.
Un’assistenza particolare è rivolta a chi è nel dolore e in lutto. Nel caso di malattie, situazioni di particolare gravame fisico e psichico, i cristiani neo-apostolici sono assistiti da visite, a casa o in ospedale. Il ministro incaricato visita i malati e s’informa del loro stato. Rafforza la loro fede, li consola e affida le loro preoccupazioni in preghiera a Dio. Laddove è possibile, celebra con loro la Santa Cena. Allo stesso modo si visitano anche fratelli e sorelle anziani o invalidi, ai quali non è più possibile frequentare i servizi divini.
I credenti che non possono essere visitati, o solo in modo limitato, per esempio marinai, soldati o detenuti, spesso ricevono un’assistenza pastorale in forma epistolare.
Proprio in una società contraddistinta sempre più da solitudine, isolamento ed emarginazione di molte persone, il cristiano neo-apostolico beneficia nella sua vita quotidiana dell’assistenza e dell’accompagnamento tramite i suoi curatori d’anime.
Ai cristiani neo-apostolici è offerta un’assistenza pastorale personale anche per mezzo di visite. (12.4.3 La)
Un elemento importante della visita pastorale è la preghiera in comunione. La propria responsabilità del singolo viene rispettata e incoraggiata. (12.4.3 La)
Un’assistenza pastorale è concessa soprattutto a chi è nel dolore, in lutto o in altre difficoltà. (12.4.3 La)