I bambini sono un dono di Dio (cfr. Salmi 127, 3). I genitori s’impegnano seriamente a prendersi cura di loro e a educarli, offrendo loro tutto l’amore possibile.
Già nell’Antico Patto Dio ordinò ai genitori di istruire i figli riguardo ai suoi ordinamenti e azioni. Infatti, ciò fa parte di un’educazione coscienziosa: «Egli stabilì una testimonianza in Giacobbe, istituì una legge in Israele e ordinò ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, perché fossero note alla generazione futura, ai figli che sarebbero nati. Questi le avrebbero così raccontate ai loro figli, perché ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti» (Salmi 78, 5-7; cfr. Deuteronomio 6, 6-7; 11, 18-19).
Questo compito, radicato in Dio, di impartire ai figli un’educazione religiosa, è un impegno che continua a essere vincolante per i genitori anche ai giorni nostri. Consapevoli di questa responsabilità, sono chiamati a guidare i figli verso un comportamento responsabile nel rispetto dei valori fondamentali del Vangelo. Ciò implica insegnare loro l’amore per Dio e per il prossimo e fungere da esempio nella vita di preghiera e nella fedeltà ai sacrifici.
Uno dei compiti importanti dei ministri e dei fratelli e delle sorelle incaricati quali insegnanti è di sostenere i genitori nella loro responsabilità, affinché i bambini possano svilupparsi a diventare cristiani neo-apostolici convinti.
Questo rappresenta anche la finalità dei servizi divini dedicati ai bambini che si tengono in molte Chiese regionali. In tali occasioni, percepiscono la vicinanza di Dio e vengono incoraggiati nella loro fede in modo adeguato alla loro fase di crescita.