In Galati 5, 19-25 si dimostra che il desiderio peccaminoso porta ad azioni peccaminose, alle «opere della carne» che sono descritte in modo molto esplicito. Il cristiano deve guardarsi da simili peccati: «Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri». L’apostolo Paolo formula il seguente compito: «Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito». Ciò consiste nel manifestare il frutto dello Spirito Santo: «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo». Quest’ultimo si esprime in moderazione e rinuncia; è una virtù che impedisce che un desiderio nascente diventi cupidigia.
I cristiani sono chiamati a comportarsi conformemente alla loro vocazione e a sforzarsi di resistere ai desideri peccaminosi: «Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta» (I Pietro 1, 14-15).
Gli ultimi due comandamenti sono molto simili nei contenuti e strettamente connessi tra loro; spesso sono considerati insieme come il decimo comandamento. Il centro della loro affermazione è il desiderio peccaminoso per la moglie o i beni del prossimo. (5.3.10.1 Numerazioni; 5.3.10.2 Il)
Il nono e il decimo comandamento danno all’uomo il compito di vegliare sulla purezza del suo cuore. (5.3.10.5 Vincere)