Nell’Antico Testamento, il caso di Davide e Bat-Sceba rappresenta un lampante esempio di conseguenze estreme del desiderio per la moglie del prossimo: Davide commise raggiro, adulterio e assassinio (cfr. II Samuele 11). Del nesso tra il desiderio per la moglie del prossimo e l’adulterio parlò anche il Figlio di Dio (cfr. Matteo 5, 27-28). Secondo il concetto cristiano, il divieto di desiderare la moglie del prossimo si riferisce anche al desiderio di una donna per il marito della sua prossima. Il fatto di desiderare il coniuge di un’altra persona costituisce una trasgressione del comandamento di Dio. In tal senso anche il passaggio di I Giovanni 2, 16-17 si comprende come messa in guardia da una simile concupiscenza: «Tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza».