L’autorivelazione di Dio nella creazione visibile è accessibile a tutti gli uomini. Da sempre l’uomo percepisce la sublimità della natura e si chiede quale sia la sua origine e chi ne sia l’artefice. Occupandosi di questa domanda, l’uomo dovrebbe pervenire alla fede in Dio, Creatore e Conservatore del mondo materiale, di cui egli stesso è parte integrante.
Il mondo materiale è un’espressione della volontà e dell’agire di Dio; perciò si può riconoscere anche in esso una rivelazione di Dio. La creazione visibile testimonia dell’esistenza di Dio, il Creatore, della sua saggezza e potenza: «I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani» (Salmi 19, 1).
Anche l’apostolo Paolo afferma che Dio si rivela nella sua creazione e che potrebbe essere riconosciuto da tutti: «Quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro [nei pagani che non credono in Dio], avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue» (Romani 1, 19-20).
Gli increduli non riconoscono che Dio si rivela nella creazione visibile e pertanto traggono conclusioni sbagliate da questa rivelazione di Dio, adorando cose create da Dio. Attribuiscono l’onore, che spetta unica- mente al Creatore, a ciò che è stato creato e ne fanno un idolo. Per questo motivo l’idolatria è criticata anche nel libro della Sapienza: «Essendo tutte queste cose fatte dall’autore della bellezza [da Dio]. Se poi [quelli che adorano gli idoli] sono colpiti dal loro potere e dalla loro influenza [delle cose materiali], da ciò dovrebbero capire che chi l’ha fatte deve sorpassarle in potenza. Infatti dalla grandezza e dalla bellezza delle creature, si può giungere a vedere in modo da riconoscere il loro creatore» (Sapienza 13, 3-5).
Persino quando l’uomo percepisce le meraviglie della creazione naturale, non necessariamente ne attribuisce la paternità al Dio vivente. Inoltre, osservando i fenomeni della creazione, egli può solamente dedurre l’esistenza del Dio vivente. È unicamente nel contesto della rivelazione di Dio nella Storia, cioè mediante la sua parola indirizzata agli uomini, che la natura e volontà di Dio diventano conoscibili all’essere umano.