La parola greca pneuma, di regola tradotta con «spirito», come l’ebraico ruach e il latino spiritus, significa anche «vento, alito, spirito vitale». Dello Spirito quale alito vitale divino si legge in Genesi 2, 7. Esso è all’origine della vita e si rivela come potenza divina.
Nel corso della storia della salvezza lo Spirito di Dio è riconoscibile quale potenza che afferra l’uomo e gli dà la capacità di essere strumento nella mano di Dio. Questa potenza può influenzare l’essere umano, pervaderlo, anzi rinnovarlo (cfr. Tito 3, 5).
Gesù Cristo agiva nella potenza dello Spirito «e la potenza del Signore era con lui» (Luca 4, 14; 5, 17). Poco prima di salire al cielo, il Risorto promise agli apostoli: «Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi» (Atti degli Apostoli 1, 8).
Dopo la sua predica di Pentecoste, l’apostolo Pietro dichiarò a quelli che si fecero battezzare che avrebbero ricevuto il dono dello Spirito Santo (cfr. Atti degli Apostoli 2, 38).
Dio concede questo dono tramite l’imposizione delle mani e la preghiera di un apostolo. Un esempio in tal senso sono gli avvenimenti in Samaria (cfr. Atti degli Apostoli 8, 14-17). Il credente è pervaso dallo Spirito Santo e nello stesso tempo dall’amore di Dio (cfr. Romani 5, 5).
Occorre fare una distinzione tra lo Spirito Santo quale dono di Dio e lo Spirito Santo quale Persona della Divinità. Il dono dello Spirito Santo è conferito da Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.