Nel Vangelo di Luca si afferma che Gesù pregava soprattutto prima di avvenimenti decisivi:
I Vangeli testimoniano della ricca vita di preghiera di Gesù: egli si ritirava spesso per avere un colloquio con il Padre suo (cfr. Matteo 14, 23; Marco 1, 35). Gesù lodava il Padre (cfr. Matteo 11, 25-27) e ringraziava già prima che la sua preghiera fosse stata esaudita (cfr. Giovanni 11, 41-42).
In Giovanni 17 ci è tramandata la «preghiera sacerdotale». L’intercessione per gli apostoli e per la Chiesa – «Non prego soltanto per questi [gli apostoli], ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno» (Giovanni 17, 20-21) – permette di riconoscere come Gesù Cristo intervenga quale nostro avvocato davanti al Padre celeste (cfr. I Giovanni 2, 1).
Prima della sua passione Gesù pregò; s’inginocchiò e si sottomise umilmente alla volontà del Padre suo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta». Questa preghiera rappresentava una lotta dell’anima e Dio non passò oltre a tale supplica: allora apparve un angelo per rafforzare Gesù (Luca 22, 41-44). Sulla croce il Signore pregò persino per i suoi aguzzini (cfr. Luca 23, 34) e anche le sue ultime parole prima di morire erano una preghiera: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio» (Luca 23, 46).