Pregando coscientemente, l’uomo giunge alla consapevolezza che dipende da Dio in tutta la sua esistenza. La posizione di chi prega è contraddistinta da una fiducia filiale, da umiltà e timor di Dio, manifestandosi anche in formulazioni come: «per la volontà di Gesù» o «nel nome di Gesù».
L’esaudimento di una domanda espressa in preghiera rafforza la fede e accresce la gratitudine. Tuttavia chi prega fa anche l’esperienza che non tutte le sue preghiere vengono esaudite. Tuttavia, ciò non infrange la fiducia del credente: egli ha la certezza che Dio ascolta ogni preghiera e che, nel suo amore, infine guiderà tutte le cose al bene di coloro che lo amano (cfr. Romani 8, 28).
La preghiera è una risposta dell’uomo alla parola che è proceduta da Dio. Nella preghiera il credente percepisce: Dio è presente, Dio ascolta, Dio risponde. (13.1 La)
Un’importante testimonianza per la preghiera nell’Antico Testamento sono i salmi, nei quali si esprimono adorazione di Dio, ringraziamento, invocazione e intercessione. (13.1.1 Le)
Gesù Cristo insegnava a pregare come prega un figlio che si rivolge a Dio con l’appellativo «Padre» e a pregare «in spirito e verità». Il Padre Nostro da lui insegnato è il modello per la preghiera dei cristiani. (13.1.2 Gesù)
I Vangeli testimoniano della ricca vita di preghiera di Gesù. In Giovanni 17 ci è tramandata la «preghiera sacerdotale», nella quale Gesù Cristo esprimeva intercessioni per gli apostoli e per la Chiesa. (13.1.3 Gesù)
Sin dall’inizio i primi cristiani usavano pregare in comune. (13.1.4 Le)
Oltre alle preghiere in comune nei servizi divini, per i cristiani neo-apostolici è importante una vita di preghiera individuale. (13.1.5 Le)
Il contenuto della preghiera consiste in adorazione, ringraziamento, invocazione e intercessione. L’invocazione più importante riguarda il vicino ritorno di Cristo e il desiderio di raggiungere la dignità necessaria. (13.1.5 Le)