A causa dei loro peccati tutti gli uomini si rendono colpevoli e debitori davanti a Dio. Con la preghiera «Rimettici i nostri debiti» i credenti confessano a Dio di essere peccatori e invocano il suo perdono. Qui si evidenzia che la preghiera del «Padre Nostro» presenta anche l’aspetto del ravvedimento. Il credente ottiene la grazia del perdono dei peccati e dell’eliminazione della colpa grazie al sacrificio di Cristo, poiché «in lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia» (Efesini 1, 7).
Il Figlio di Dio ha legato l’esaudimento di questa preghiera alla condizione che il credente perdoni dapprima chi ha commesso un torto o è rimasto «debitore» nei suoi confronti. Quanto questa premessa sia importante per l’ottenimento del perdono, è dimostrato dal fatto che Gesù la menzionò una seconda volta e la confermò in seguito al Padre Nostro (cfr. Matteo 6, 14-15). Anche dalla parabola del servo malvagio risulta chiaramente il dovere di perdonare i propri debitori (cfr. Matteo 18, 21-35).