Il quarto comandamento, come anche tutta la legge mosaica, ha un riferimento con il cammino degli Israeliti nel deserto (cfr. Deuteronomio 5, 16). Da questo contesto storico può essere dedotto il significato originario del comandamento: concerneva dapprima gli Israeliti liberi (ossia, secondo la concezione di allora, né donne né stranieri né schiavi). I membri più anziani del clan dovevano essere onorati e aiutati sul faticoso cammino. Anche la promessa formulata nel comandamento valeva per gli Israeliti, cioè di vivere a lungo e felicemente nel paese di Canaan che doveva ancora essere conquistato. Qui diventa chiaro che per il popolo dell’Antico Patto «il bene» era riferito alla vita terrena. Più tardi, quando gli Israeliti avevano colonizzato Canaan, i genitori di età avanzata erano onorati dai discendenti con il fatto che questi si prendevano cura di loro e li assistevano nella malattia.
Questo comandamento è commentato in diversi scritti dell’Antico Testamento.In Siracide 3, 14, per esempio, il quarto comandamento concerne la relazione con i genitori avanti nell’età: «Figlio, assisti la vecchiaia di tuo padre e non lo contristare nella sua vita». In Proverbi 1, 8 si pretende ubbidienza al padre e alla madre e secondo Tobia 10, 12-13 si devono onorare anche i suoceri: «Poi i genitori, abbracciata la loro figlia, la baciarono e la lasciarono partire raccomandandole di onorare i suoceri».