Tuttora i figli di qualsiasi età hanno il dovere di onorare i loro genitori.
Laddove la relazione reciproca è sorretta da amore e fiducia, i genitori possono aspettarsi che i figli ubbidiscano loro. L’adolescente è chiamato a considerare tutto ciò che i genitori premurosi hanno fatto per lui nel corso della sua infanzia e gioventù. Questo lo rende riconoscente nei loro confronti. Nella sua condotta verso i genitori, in come parla con loro e di loro, si deve poter riconoscere un sentimento di stima.
Dal quarto comandamento risulta un dovere anche per i genitori: nel loro incarico educativo, hanno una grande responsabilità e, con un comportamento secondo il compiacimento di Dio, devono aver cura affinché ai figli non sia reso difficile stimare i propri genitori. Nel modo in cui trattano i genitori e suoceri, e come parlano con loro e di loro, i genitori danno l’esempio ai figli. La relazione, caratterizzata dall’amore, che crea un legame duraturo di fiducia, tra genitori e figli contribuisce alla vita armoniosa in famiglia.
Per l’adempimento del quarto comandamento occorre occuparsi dei genitori con amore anche nella loro vecchiaia. Se la relazione è caratterizzata da gratitudine, amore e fiducia, il quarto comandamento è adempiuto e questo sarà premiato con la benedizione di Dio. Nella comprensione dell’Antico Testamento «lunga vita» era sinonimo di benedizione divina; nel Nuovo Testamento la benedizione di Dio si manifesta soprattutto in beni spirituali.
Con il quarto comandamento iniziano le disposizioni che riguardano i rapporti con il prossimo. Esso non espone un divieto, ma mostra un modo di agire gradito a Dio. (5.3.5 Il)
Oltre ai doveri che spettano ai bambini, anche i genitori hanno degli obblighi: devono aver cura dei bambini ed essere per loro un esempio. (5.3.5.5 Il)
L’adempimento del comandamento sarà premiato con la benedizione di Dio. (5.3.5.5 Il)