Il male non si manifesta soltanto quale potenza, ma appare anche quale persona. La Sacra Scrittura chiama il male personificato «diavolo» (cfr. Matteo 4, 1), «Satana» o «spirito immondo», cioè demone (cfr. Giobbe 1, 6 ss.; Marco 1, 13.23).
In II Pietro 2, 4 e Giuda 6 si parla di angeli che hanno peccato. Questi esseri spirituali sono succubi del male e loro stessi sono diventati malvagi. «Il diavolo pecca fin dal principio» (I Giovanni 3, 8), «è stato omicida fin dal principio, […] bugiardo e padre della menzogna» (Giovanni 8, 44). La domanda rivolta dal serpente ad Adamo ed Eva suscita il dubbio e la ribellione nei confronti di Dio: «Non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male» (Genesi 3, 4-5).
Un’altra personificazione del male è l’anticristo. A lui si riferisce Gesù Cristo quando parla dei «falsi cristi e falsi profeti» (Marco 13, 22). Anche le denominazioni «uomo del peccato» o «figlio della perdizione» indicano l’anticristo (II Tessalonicesi 2, 3-4).
Satana non è in grado di vanificare il divino piano di redenzione, al contrario: il Figlio di Dio è apparso «per distruggere le opere del diavolo» (I Giovanni 3, 8). Il potere del diavolo e dei suoi seguaci è limitato ed è già infranto grazie al sacrificio di Gesù Cristo. A Gesù Cristo è dato «ogni potere in cielo e sulla terra» (Matteo 28, 18); dunque anche il potere sugli spiriti maligni.
Secondo Apocalisse 12 il male, personificato quale Satana, diavolo, dragone o serpente, sarà gettato fuori dal cielo. Dopo il Regno della pace, al maligno sarà data un’ultima possibilità di contrastare Dio (cfr. Apocalisse 20, 7-8). Infine, in Apocalisse 20, 10 è descritta la definitiva relegazione del male «nello stagno di fuoco e di zolfo». Nella nuova creazione, dove Dio sarà «tutto in tutti» (I Corinzi 15, 28), non ci sarà posto per il male.
L’origine del male non può essere concepita o spiegata razionalmente. La vera natura del male diventa percettibile unicamente per mezzo della fede nel Vangelo. (4.1)
Inizialmente la creazione invisibile e visibile era molto buona; il male in sé non fu creato da Dio ma è da lui soltanto tollerato. La possibilità di decidersi per l’ubbidienza o la disubbidienza nei confronti di Dio include anche la possibilità del male. (4.1)
Il male cominciò a svilupparsi quando la creatura si rivoltò contro il suo Creatore. Questo allontana l’uomo da Dio, lo rende a lui estraneo e porta infine all’empietà. (4.1)
Il male è una potenza che distrugge, nata dalla volontà di essere indipendente da Dio. Essa cambia completamente chi ne diventa succube. L’uomo diventa peccatore. (4.1.1)
A causa della concupiscenza nessun uomo è in grado di vivere senza peccato, a eccezione del Figlio di Dio divenuto uomo. Eppure, nessuno è esposto al male senza coinvolgimento della propria volontà. Nessuno può sottrarsi alla responsabilità personale per i suoi peccati. (4.1.1)
Il male non si manifesta soltanto quale potenza, ma appare anche quale persona ed è chiamato, tra l’altro, «diavolo», «Satana», o «spirito immondo» (demone). (4.1.2)