Nel Nuovo Testamento il divorzio è valutato come peccato: «L’uomo, dunque, non separi quel che Dio ha unito» (Marco 10, 9); l’unica eccezione, per la quale si ammette il divorzio, è data nel caso di adulterio del coniuge (cfr. Matteo 19, 9).
Il Vangelo di Marco considera come adulterio se una persona divorziata si risposa (cfr. Marco 10, 11-12). Secondo altre affermazioni neotestamentarie, il divorzio e un nuovo matrimonio, mentre il coniuge divorziato è ancora in vita, sono trasgressioni del sesto comandamento. Si presume che, salvo certe eccezioni, nelle comunità della prima Chiesa cristiana un nuovo matrimonio dopo il divorzio non fosse ammesso (cfr. I Corinzi 7, 10-11.39; Romani 7, 2-3).
Le affermazioni del Nuovo Testamento sul divorzio devono essere considerate nel contesto storico e sociale dell’antichità: servivano soprattutto a migliorare la situazione della donna, la quale aveva soltanto dei diritti molto limitati. Si cercava di proteggere la donna dalla possibilità di essere arbitrariamente ripudiata dal marito.
Nonostante tutto, i passaggi biblici summenzionati mettono la Chiesa a confronto con la domanda su come debba comportarsi verso le persone divorziate; in ciò si deve tenere in considerazione tutto il loro ambito di vita personale. Può riuscire difficile prendere delle decisioni conformi al senso del Vangelo. Bisogna sempre tenere presente che Gesù andava incontro all’uomo non con il rigore della legge dell’Antico Patto, bensì con amore e grazia (cfr. Giovanni 8, 2-11).
Come ogni altro peccato, anche l’adulterio e il divorzio devono essere perdonati. Se una coppia arriva al divorzio, di regola entrambi i coniugi hanno contribuito a questo risultato; la colpa del singolo può variare. Ci sono anche casi in cui un coniuge è violento o ha deciso di non voler continuare il matrimonio. Pertanto è bene che ognuno si esamini seriamente e si renda conto delle proprie particolarità e attitudini che hanno contribuito alla situazione verificatasi.
Le persone che vivono in fase di divorzio e quelle divorziate non sono escluse dalla ricezione dei sacramenti. Esse hanno il loro posto nella comunità e vengono curate dai loro assistenti spirituali senza pregiudizio.
Se lo desiderano, a persone divorziate che vogliono contrarre un nuovo matrimonio, si dispensa la benedizione nuziale. In questo modo si vuole dare loro l’opportunità di un nuovo inizio.