Dalla cerchia dei suoi discepoli Gesù Cristo sceglie dodici uomini e li istituisce come apostoli (cfr. Marco 3, 13-19; Luca 6, 13-16). La Bibbia riferisce di due invii di apostoli.
In un primo momento, il Signore invia i suoi apostoli presso le «pecore perdute della casa d’Israele» e vieta loro espressamente di recarsi da Samaritani e pagani. Dà loro il potere di guarire i malati, risuscitare i morti, scacciare i demoni, recare la pace e predicare il regno di Dio. Sottolinea questo incarico con le parole: «Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato» (Matteo 10, 40).
Nel secondo invio di apostoli, che avviene dopo la risurrezione di Gesù Cristo, la loro missione acquisisce una nuova dimensione, più alta e ben più estesa: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente» (Matteo 28, 18-20). Secondo la sua promessa, egli è dunque con loro sino alla fine dei tempi (greco: «äon» = «tempo universale»).
I nomi dei primi dodici apostoli figurano, tra l’altro, in Matteo 10, 2-4: Simone detto Pietro, Andrea, Giacomo [di Zebedeo], Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo [d’Alfeo], Taddeo, Simone il Cananeo [lo Zelota], e Giuda l’Iscariota. Questi apostoli sono chiamati «i Dodici», anche dopo il tradimento di Giuda l’Iscariota.
Oltre a questi, il Nuovo Testamento cita ancora altri apostoli: Mattia (cfr. Atti degli Apostoli 1, 15-26), Barnaba (cfr. Atti degli Apostoli 13, 1-4; 14, 4.14), Paolo (cfr. I Corinzi 9, 1-16; II Corinzi 11) e Giacomo, il fratello del Signore (cfr. Galati 1, 19; 2, 9). Nel caso di Mattia la premessa per la vocazione ad essere apostolo è che sia stato testimone della vita di Gesù (cfr. Atti 1, 21-22). Anche Silvano e Timoteo sono chiamati apostoli (cfr. I Tessalonicesi 1, 1; 2, 6), come pure Andronico e Giunia (cfr. Romani 16, 7).