Gesù Cristo ha dotato l’apostolato di pieni poteri. L’apostolo è l’inviato di Gesù Cristo e agisce nel nome suo. All’apostolato si attribuiscono qualità e funzioni che procedono dai ministeri di Gesù in quanto Re, Sacerdote e Profeta (vedi 3.4.7). L’apostolo attinge dunque tutta la sua autorità da Gesù Cristo da cui dipende interamente.
Paolo è l’unico apostolo della Chiesa cristiana primitiva ad esprimersi sull’argomento del suo ministero. Nella seconda lettera ai Corinzi fornisce indicazioni essenziali sull’importanza dell’apostolato. Le sue dichiarazioni non sono di carattere dottrinale, ma una reazione agli attacchi che subiva sia dalla comunità di Corinto sia da fuori. Queste evidenziano come Paolo percepiva il suo ministero. Se ne possono dedurre alcune caratteristiche generali, proprie del ministero d’apostolo:
Il ministero del Nuovo Patto
Questa denominazione crea una delimitazione rispetto al ministero dell’Antico Patto. La differenza fondamentale che sussiste tra il ministero del Nuovo Patto e quello dell’Antico Patto è messa in risalto da II Corinzi 3, 6: «La lettera uccide, ma lo Spirito vivifica». Con «lettera» s’intende la legge mosaica, mentre lo «Spirito» significa il Vangelo, la cui efficacia salvifica è basata sulla grazia di Dio.
Gesù Cristo è il sommo sacerdote del Nuovo Patto, il quale rimane in eterno e si è offerto in sacrificio (cfr. Ebrei 4, 14-15; 7, 23-27). Sin dall’ascensione di Cristo, gli apostoli hanno la missione di rendere accessibile agli uomini la salvezza da lui acquisita. L’amministrazione e la comunicazione dei mezzi per la salvezza, acquisiti da Gesù Cristo, avvengono sulla terra (vedi 9.6.3 L’elargizione). Dio stesso, che si è incarnato quaggiù, ha fatto dunque della terra il luogo di comunicazione della salvezza.
Contrariamente al ministero dell’Antico Patto, limitato al popolo d’Israele, il ministero del Nuovo Patto non conosce frontiere: esso opera in tutte le nazioni.
Il ministero dello Spirito
Il ministero d’apostolo è «il ministero dello Spirito» (II Corinzi 3, 8; cfr. Atti degli Apostoli 8, 14-17). A chi è stato battezzato con acqua, la comunicazione del dono dello Spirito Santo offre la figliolanza di Dio e la condizione necessaria per far parte delle primizie.
Il ministero della giustizia
Il ministero d’apostolo è «il ministero della giustizia» (II Corinzi 3, 9) che si contrappone al «ministero della condanna» dell’Antico Testamento. L’apostolo Paolo scrive: «Ora se il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre, fu glorioso, […] quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito?» (II Corinzi 3, 7-8). Qui l’apostolo mostra la differenza essenziale tra la legge mosaica e la legge di Cristo.
L’apostolato ricorda che l’uomo è peccatore e ha bisogno della grazia di Dio. La fede in Gesù Cristo e l’adesione al suo sacrificio giustificano l’uomo davanti a Dio.
Il ministero della riconciliazione
In quanto «ministero della riconciliazione» (II Corinzi 5, 18-19) l’apostolato esorta al ravvedimento e fa scoprire all’uomo l’azione redentrice di Dio compiuta in Gesù Cristo. L’apostolo annuncia la morte e risurrezione di Gesù e, mediante la remissione dei peccati e la celebrazione della Santa Cena, offre al credente la possibilità di essere pienamente partecipe del merito di Cristo. «Riconciliazione» significa il ristabilimento di rapporti intatti tra l’uomo e Dio, come pure degli uomini tra di loro. La riconciliazione sarà perfetta quando la gloria della figliolanza di Dio si manifesterà e i «figli di Dio» saranno simili al Signore (cfr. I Giovanni 3, 2).
Ambasciatori di Cristo
La dichiarazione dell’apostolo Paolo: «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo…» (II Corinzi 5, 20) esprime che Gesù Cristo opera nella sua Chiesa per mezzo degli apostoli. L’apostolo agisce nella potenza dello Spirito Santo, annuncia il Vangelo e amministra i sacramenti. Il suo operare è finalizzato alla salvezza degli uomini bisognosi di redenzione.
Altre caratteristiche del ministero d’apostolo si deducono dalla prima lettera ai Corinzi e dagli Atti degli Apostoli:
Amministratori dei misteri di Dio
Paolo parla degli apostoli come «amministratori» (I Corinzi 4, 1). Un amministratore è responsabile della «casa», ossia della Chiesa. In essa gli apostoli badano al giusto annuncio della parola e alla corretta amministrazione dei sacramenti; ordinano dei ministri e hanno cura della disciplina nella Chiesa.
L’apostolo Paolo usa il termine di «amministratori» in relazione ai «misteri di Dio». Con questo accenna al fatto che il ministero d’apostolo ha anche il compito di comunicare e svelare rivelazioni di Dio, ossia dei «misteri», come ad esempio l’elezione di pagani (cioè non-Giudei) e l’elevazione della Chiesa-Sposa al ritorno di Cristo (cfr. I Corinzi 15, 51; Colossesi 1, 26-28).
Il ministero della Parola
Nel prologo del Vangelo secondo Giovanni, il Figlio di Dio è chiamato «la Parola» (logos), per mezzo della quale è stata creata ogni cosa. L’apostolato, al quale il Signore ha dato pure la missione di insegnare, partecipa in virtù del suo servizio a questo potere della Parola, ed è in questo senso che conviene intendere il passo citato in Atti degli Apostoli 6, 4: «Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola». Gli apostoli predicano il Vangelo e interpretano le Scritture in modo veritiero (cfr. Galati 1, 11-12).
Orientamento sul giorno del Signore
L’orientamento sul giorno del Signore è un’altra caratteristica principale dell’apostolato. L’apostolo Paolo scrive alla comunità di Corinto: «Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo per presentarvi come una casta vergine a Cristo» (II Corinzi 11, 2). «Casta vergine» è un’immagine della Chiesa-Sposa, eletta da Gesù Cristo, che gli apostoli preparano in vista del ritorno di Cristo.
La parola apostolo significa «inviato». (7.4 Il)
Gesù Cristo ha dato alla sua Chiesa direttamente un solo ministero, il ministero d’apostolo. L’apostolato attinge tutta la sua autorità da Gesù Cristo e dipende interamente da lui. (7.4 Il)
L’apostolato è chiamato «ministero del Nuovo Patto», «ministero dello Spirito», «ministero della giustizia», «ministero della riconciliazione». Gli apostoli sono anche denominati «ambasciatori di Cristo» e «amministratori dei misteri di Dio». (7.4.1 Le)
L’orientamento sul giorno del Signore è un’altra caratteristica principale dell’apostolato. (7.4.1 Le)