Gesù Cristo è il cuore del Vangelo: con la sua morte sulla croce e la sua risurrezione, ha creato una salvezza eterna. La croce di Cristo diventa il simbolo della riconciliazione di Dio con l’uomo peccaminoso. Le parole dell’apostolo Paolo in I Corinzi 1, 18 mostrano una contrapposizione nella comprensione della morte sulla croce: «La predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio». Comunemente la morte in croce era un segno di sconfitta: la fine disonorevole di una persona disprezzata e reietta dalla comunità umana. Qui, invece, per la saggezza di Dio, l’apparente sconfitta è in effetti una vittoria che ha dato origine a un’opera impareggiabile di redenzione.
Con la risurrezione Dio ha confermato che il crocifisso è il Cristo (cfr. Atti degli Apostoli 2, 36); unicamente in lui è data salvezza eterna.
Nei Vangeli sono descritti dettagliatamente gli ultimi giorni prima della morte di Gesù: Gesù Cristo istituì la Santa Cena nella cerchia degli apostoli. Al suo arresto fu tradito da Giuda Iscariota. Davanti al sinedrio fu accusato di bestemmia contro Dio. (3.4.9; 3.4.9.1; 3.4.9.2; 3.4.9.3)
Con il coinvolgimento del governatore romano, la condanna e l’uccisione di Gesù sono una questione che non riguarda solo Israele, ma anche dei pagani vi erano implicati. L’umanità in genere è colpevole della morte del Signore. (3.4.9.4)
Le sofferenze di Gesù, come pure la sua morte, sono avvenute in rappresentanza dell’umanità e perciò sono efficaci per la salvezza. Soffrendo e morendo, quale mediatore Gesù Cristo riconcilia gli esseri umani con Dio e compie la redenzione da peccato e morte. La sua morte sulla croce apre all’uomo la via che conduce a Dio. (3.4.9.5)
Il sacrificio di Gesù conferma gli accenni dell’Antico Testamento. Gesù stesso aveva annunciato la sua passione e morte, come pure la sua risurrezione. Nelle lettere degli apostoli è descritto il significato del sacrificio di Gesù. (3.4.9.6; 3.4.9.7; 3.4.9.8)
La croce di Cristo diventa il simbolo della riconciliazione di Dio con l’uomo peccaminoso. (3.4.9.9)