La nascita di Gesù è descritta nei Vangeli secondo Matteo e Luca. Gesù nacque nel periodo in cui Erode governava quale re nella Giudea, Augusto era imperatore a Roma e Quirinio era il governatore della Siria. Queste indicazioni precise attestano l’esistenza reale di Gesù nella storia e si contrappongono ai tentativi di relegare la storia di Gesù di Nazaret nell’ambito dei miti o delle leggende.
L’eccezionalità dell’uomo Gesù è evidenziata dalla circostanza della nascita dalla vergine, di cui narra il Vangelo di Luca. L’angelo Gabriele portò alla vergine Maria il messaggio: «Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine» (Luca 1, 31-33). L’angelo spiegò a Maria anche in che modo sarebbe avvenuto il concepimento: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio» (Luca 1, 35).
L’affermazione del secondo articolo di fede, che Gesù fu «concepito dallo Spirito Santo, che nacque da Maria vergine», evidenzia che l’incarnazione del Figlio di Dio è un avvenimento che si situa al di fuori del contesto naturale. Gesù di Nazaret è vero uomo, ma già la sua esistenza nel corpo e la sua condizione umana sono legate indissolubilmente alla volontà salvifica di Dio: il suo concepimento e la sua nascita sono avvenimenti connessi alla salvezza e perciò parte della storia della redenzione. Questo è sottolineato da segni e apparizioni in relazione alla nascita di Gesù: