Gesù Cristo era privo di peccato. Ciononostante, presso il Giordano si fece battezzare da Giovanni il Battista e accettò di essere annoverato tra i peccatori (cfr. II Corinzi 5, 21). In questo battesimo, il battesimo di ravvedimento, si evidenzia che Gesù si umiliò e permise che gli si facesse ciò che era destinato a ogni peccatore.
Già qui si manifesta che Gesù Cristo, l’Impeccabile, si carica del peccato in luogo dell’essere umano e infine schiude la via alla giustizia valevole davanti a Dio.
Dopo il battesimo, lo Spirito Santo scese visibilmente su Gesù. In una voce che venne dal cielo, il Padre attestò: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto» (Luca 3, 22). In questa rivelazione il Padre annunciò a tutto il mondo che Gesù è suo Figlio e proclamò la sua messianicità: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio.
Giovanni il Battista riconobbe in Gesù il Servo di Dio che avrebbe sofferto, il Redentore, e lo testimoniò con le sue parole: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!» In precedenza gli era stato rivelato: «Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo». Giovanni confermò: «E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio» (Giovanni 1, 29.33.34).