Dio è perfetto. Non ha bisogno di migliorare, di cambiare o evolvere. Egli è immutabile e libero da qualsiasi condizionamento e costrizione. Lui non agisce spinto da qualche necessità esteriore, ma unicamente in base alla sua volontà sovrana.
Dio si fece riconoscere a Mosè quale l’Essere assolutamente identico a se stesso e perfetto: «Io sono colui che sono» (Esodo 3, 14).
La perfezione e bontà di Dio sono indissociabili l’una dall’altra: tutto ciò che avviene presso Dio, che procede o è stato creato da lui, è perfetto e buono. La perfezione di Dio si dimostra anche nel fatto che non c’è nessuna differenza tra il volere e il fare, tra l’intenzione e la realizzazione. Per Dio non esiste neppure un insuccesso o qualcosa che sia imperfetto. La creazione è parte della perfezione e bontà di Dio ed egli giudica «molto buono» quello che ha creato (Genesi 1, 31).
Della perfezione di Dio fa parte anche la verità. Presso Dio non c’è menzogna, nessun inganno, nessuna insicurezza. «La somma della tua parola è verità» (Salmi 119, 160). La parola divina è affidabile, Dio si attiene alle sue promesse ed è fedele.
La verità di Dio è conforme alla sapienza. Con sapienza Dio regna su tutto il creato e lo riempie di essa: «La sapienza si estende vigorosamente da una estremità all’altra, e tutto dispone con soavità» (Sapienza 8, 1). La perfezione di Dio diventa direttamente sperimentabile in Gesù Cristo, «colui che crea la fede e la rende perfetta» (Ebrei 12, 2), perché il suo parlare e agire è perfetto. Gesù Cristo è il modello e il maestro della perfezione alla quale l’uomo deve aspirare (cfr. Filippesi 2, 5).
«Le cose che mi stanno davanti», la meta, e «il premio della celeste vocazione» (Filippesi 3, 12-16) – con altre parole la perfezione – sono di natura escatologica. L’uomo peccatore può aspirare alla perfezione, ma non riuscirà a raggiungerla e realizzarla. Infine, con la sua partecipazione al ritorno di Cristo e potendo far parte della nuova creazione, l’essere umano otterrà da Dio una piena partecipazione alla sua perfezione.
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il solo e unico Dio, che esiste, crea, opera e preserva sin dal principio. (3)
La natura e l’agire di Dio sfuggono all’intelletto umano – un accostamento a Dio, alla sua onnipotenza e grandezza è possibile unicamente per mezzo della fede. (3.1)
Dio è uno ed è trino: Padre, Figlio e Spirito Santo. Con ciò non s’intendono tre divinità diverse, bensì tre Persone (ipostasi). (3.1.1)
La fede in un unico Dio (monoteismo) fa parte delle professioni fondamentali dell’Antico e del Nuovo Testamento ed è ancorata nella fede cristiana, dalle primissime comunità fino ai tempi odierni. (3.1.2)
La santità, ossia la maestà, l’intangibilità, l’essere distaccato dal quotidiano, è una prerogativa della natura di Dio, del suo essere e agire. Anche la parola di Dio e la sua volontà sono sante. (3.1.3)
Dio può ogni cosa, per lui non esistono limitazioni. Dell’onnipotenza di Dio fanno parte la sua onniscienza e onnipresenza. (3.1.4)
Dio è senza inizio e senza fine. L’eternità di Dio è infinita, eppure non è sinonimo di assenza di tempo. Egli è il creatore e signore del tempo e sta sopra tutte le dimensioni temporali. Davanti a lui il passato, il tempo attuale e il fu- turo sono presenti allo stesso modo. (3.1.5)
Dio è l’Amore. Anche nel corso della storia si manifesta quale colui che ama. Questo si mostra chiaramente soprattutto nell’aver inviato suo Figlio per tutta l’umanità. (3.1.6)
Dio è il Misericordioso e il Giusto. La sua grazia si manifesta anche nel fatto che egli perdona il peccato. Al peccatore concede la giustizia per mezzo di Gesù Cristo. (3.1.7)
Dio è l’Essere perfetto. Le sue opere e vie sono senza difetti. Lui agisce unicamente in base alla sua volontà assolutamente sovrana. Dio si attiene alle sue promesse ed è fedele. La perfezione di Dio diventa direttamente sperimentabile in Gesù Cristo. (3.1.8)