Nella Bibbia la nozione di «morte» ha diversi significati.
Dapprima questo termine indica la morte corporale dell’uomo, la fine della sua vita terrena. Quando questa subentra, l’anima e lo spirito lasciano il corpo.
La «morte spirituale» è la separazione dell’uomo da Dio. Essa è una conseguenza del suo comportamento peccaminoso (cfr. Romani 6, 23).
La Bibbia parla anche della «morte seconda» (cfr. Apocalisse 20, 6; 21, 8). Con essa s’intende la separazione da Dio, la quale diventa effettiva dopo il giudizio finale
Infine, nella Bibbia si usa il termine «morte» anche quale denominazione di una potenza contraria a Dio, che minaccia la vita corporale e spirituale e la vuole distruggere. A volte questa potenza è descritta come persona (cfr. tra l’altro, Apocalisse 6, 8).
Gesù Cristo ha vinto la morte e in questo modo ha reso possibile all’uomo l’accesso alla vita eterna (cfr. II Timoteo 1, 9-10). Il potere di Gesù si rivelava già quando risuscitava dei morti (cfr. Matteo 9, 18-26; Luca 7, 11-15; Giovanni 11, 1-45), ma soprattutto nella sua risurrezione (cfr. I Corinzi 15, 54-57).
Alla fine di ogni cosa, alla morte sarà tolto qualsiasi potere (cfr. I Corinzi 15, 26; Apocalisse 20, 14).