Le condizioni delle anime nelle sfere dell’aldilà sono l’espressione diretta della loro vicinanza a Dio o lontananza da Dio e perciò ci sono grandi differenze. Con la morte le anime non hanno subìto alcun cambiamento, il loro stato è analogo a quello durante il tempo della vita.
Nel contesto di vicinanza a Dio, ma anche di lontananza da Dio, si usa anche il termine «dominio». In quale dominio giunge l’anima nell’aldilà dipende da come l’uomo si è comportato rispetto alla volontà di Dio; ognuno ne è responsabile personalmente. Per esempio fede o incredulità, prontezza alla riconciliazione o inconciliabilità, amore o odio caratterizzano l’uomo non soltanto in questo mondo, ma anche nell’aldilà.
In I Tessalonicesi 4, 16 si legge dei «morti in Cristo». Questi sono anime che sono rinate d’acqua e di Spirito e si sono impegnate seriamente a vivere conformemente alla fede. La comunione con il Signore, alla quale sono giunti durante la loro vita terrena grazie al Santo Battesimo d’acqua e al Santo Suggello, e che hanno conservato attraverso la partecipazione alla Santa Cena, continua a perdurare anche oltre la morte. Insieme ai credenti sulla terra, essi fanno parte della comunità del Signore e si trovano in uno stato di giustizia con Dio (vedi 4.2.1.2 e 4.8.2). Per queste anime la preparazione al ritorno di Cristo era un elemento centrale della loro vita terrena e il desiderio per questo attimo è tale anche nell’aldilà. Sono e rimangono orientate verso il Signore, vivono in una condizione di protezione e pace.
Della possibilità di uno stato di protezione e pace si legge già in Sapienza 3, 1-3: «Le anime dei giusti sono in mano di Dio, e il tormento della morte non li potrà toccare; agli occhi degli stolti parve che essi morissero e la loro partenza fu stimata una sciagura e la loro separazione da noi una distruzione; ma essi sono nella pace».
I morti in Cristo hanno accesso alla parola di Dio, attraverso di essa e tramite la Santa Cena, offerta loro da apostoli (vedi 12.1.9 La e 12.1.3 Il) ricevono ciò di cui necessitano per raggiungere la vita eterna.
Nelle sfere dell’aldilà giungono anche anime rinate che non hanno vissuto conformemente alla fede. Come avviene qui sulla terra, per rimediare alle loro lacune, hanno bisogno della grazia del Signore nella parola e nel sacra- mento.
Nell’aldilà le anime che non hanno mai sentito parlare del Vangelo, che non hanno ottenuto il perdono dei peccati e non hanno ricevuto alcun sacramento, si trovano in una situazione di lontananza da Dio. Vi possono rimediare soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, accettando il suo merito e ricevendo i sacramenti.
Il termine «aldilà» si riferisce a tutti gli ambienti, eventi e condizioni situati fuori del mondo materiale. Sovente con «aldilà» s’intende il soggiorno dei morti. (9.4 L’aldilà)
Cristo, la «primizia» della risurrezione, ha vinto la morte e in questo modo ha offerto alle anime nell’aldilà la possibilità di giungere nella vicinanza a Dio. (9.4 L’aldilà)
Le condizioni delle anime nell’aldilà sono l’espressione della vicinanza a Dio o lontananza da Dio e sono simili alle condizioni durante il tempo di vita. Le anime rinate d’acqua e di Spirito che erano orientate al Signore, si trovano in uno stato di giustizia con Dio. Anime che non hanno mai sentito parlare del Vangelo, che non hanno ottenuto il perdono dei peccati e non hanno ricevuto alcun sacramento, si trovano in una situazione di lontananza da Dio. Vi possono rimediare soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, accettando il suo merito e ricevendo i sacramenti. (9.5 Le)