Il significato di cura delle anime emerge nei racconti del comportamento di Gesù che si avvicinava ai peccatori senza giudicare la persona, ma facendo loro sentire il suo amore. Inoltre, egli ascoltava e offriva aiuto, consolazione, ammonimenti, rafforzamenti, preghiere e insegnamento.
Gesù è venuto per tutti gli uomini, ma non tutti lo accettano. Coloro che gli appartengono gli sono affidati dal Padre. Egli desidera preservare tutti gli affidati e non perdere nessuno di loro (cfr. Giovanni 17, 12).
Le parole e le azioni di Cristo sono l’esempio perfetto per la cura delle anime; ogni ministro è chiamato a orientarsi sul Figlio di Dio.
A questo proposito Gesù propone l’immagine del buon pastore che conosce i suoi, parla con loro e li precede: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la sua vita per le sue pecore. […] Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano» (Giovanni 10, 11.27-28).
Da questo risulta che i curatori d’anime sono incaricati di «pascere» il gregge di Cristo e di prepararlo al ritorno del sommo Pastore Gesù Cristo. Essi svolgono questo compito «volenterosamente» e «di buon animo» (I Pietro 5, 2-4).
Altresì, la cura delle anime è un compito che spetta a tutta la comunità. Concerne l’aiuto concreto nella vita, come attestano le parole: «Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi» (Matteo 25, 35-36).
La cura delle anime nella Chiesa Neo-Apostolica si prefigge di assistere il prossimo sulla via che conduce alla redenzione da peccato e morte e alla somiglianza di Cristo. Le rispettive basi e facoltà provengono unicamente dal sacrificio di Gesù Cristo. Gli sforzi sinceri del credente, di crescere nell’indole di Cristo, sono sostenuti da un accompagnamento pastorale pieno di sensibilità.
Secondo Matteo 28, 18-20 Gesù ha affidato ai suoi apostoli l’incarico di prendersi cura dei peccatori mediante il suo merito e di far percepire loro la riconciliazione con Dio. L’apostolo Paolo sottolinea questo aspetto essenziale dell’incarico pastorale apostolico, scrivendo: «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio» (II Corinzi 5, 20).
Gli apostoli e i ministri da loro incaricati hanno il compito di aiutare i credenti a essere pronti e degni al ritorno di Cristo. Fino a quel momento, accompagneranno gli affidati con cure pastorali lungo il loro percorso individuale, attraverso le più svariate situazioni della vita.
Le parole e le azioni di Gesù sono l’esempio perfetto per la cura delle anime. (12.4 La)
La cura delle anime si prefigge di assistere i credenti e di prepararli al ritorno di Cristo. I curatori d’anime accompagnano gli affidati nelle più svariate situazioni della vita. (12.4 La)
La cura delle anime, anche riferita a un aiuto concreto nella vita, è un compito che spetta a tutta la comunità. (12.4 La)