Nell'uso linguistico generale, il termine "Chiesa" ha tre significati distinti. Innanzitutto si intende la casa del Signore (per es. la chiesa quale edificio), dove i fedeli si riuniscono per il servizio divino. In secondo luogo indica la comunità religiosa di credenti. Inoltre, con "Chiesa" si denomina un'associazione religiosa (confessione), come per esempio la Chiesa Neo-Apostolica o la Chiesa Cattolica.
"Confessione", dal latino confessus ("confessato, professato"), è un termine privo di giudizio usato per un'associazione religiosa.
"Chiesa" con riferimento alla fede non significa in prima linea la casa del Signore, bensì l'istituzione che ha per compito di trasmettere agli uomini la salvezza in Cristo. Le persone che appartengono alla Chiesa hanno l'intento di giungere all'eterna comunione con Dio.
Oltre a questo, "Chiesa" significa avere già oggi comunione con la Trinità di Dio, siccome Lui si rivolge ai credenti in parola e sacramento e loro gli offrono adorazione e lode. Nella Chiesa i credenti hanno comunione tra loro. Il centro della vita ecclesiastica è il servizio divino.
Sì, per essere cristiano ci vuole una Chiesa, perché soltanto in chiesa udiamo la parola di Dio, riceviamo i sacramenti e viviamo in comunione con Dio e tra noi. Questi elementi nel loro insieme sono indispensabili per ottenere la salvezza. Senza Chiesa per l'uomo ciò è impossibile.
È Gesù Cristo che ha fondato la Chiesa. Non ha soltanto lasciato ai posteri un insegnamento, bensì ha pure creato un'istituzione per mezzo della quale possa essere trasmessa la salvezza, vale a dire la sua Chiesa. Perciò essa ha la sua origine nel Figlio di Dio, il quale era venuto sulla terra e agiva quale uomo tra gli uomini: Egli chiamò degli uomini a essere suoi seguaci, predicò, compì miracoli, perdonò peccati, promise e inviò lo Spirito Santo.
La persona e l'operare di Gesù Cristo sono la premessa basilare per l'esistenza della Chiesa.
Gesù Cristo è il "capo" della sua Chiesa.
La Chiesa di Gesù Cristo ha due compiti: il primo è di rendere accessibili agli uomini la salvezza e l'eterna comunione con Dio; il secondo consiste nel fatto che in essa gli uomini offrono a Dio adorazione e lode.
Sì, tra le due Chiese c'è una differenza. La Chiesa di Gesù Cristo, che è una sola, si manifesta in modo differente e in ampiezza diversa nella Chiesa Neo-Apostolica e nelle altre Chiese cristiane.
Gesù Cristo fondò la Chiesa, con atti importanti:
Sì, nell'Antico Testamento ci sono accenni alla Chiesa di Gesù Cristo, come per esempio:
Nel Nuovo Testamento la natura della Chiesa di Gesù Cristo è descritta con svariate immagini ed esempi. Una delle più importanti immagini della Chiesa è «Il corpo di Cristo»; in questa immagine la Chiesa è paragonata a un corpo: «Come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo» (Romani 12, 4-5).
L'immagine del corpo di Cristo si riferisce a tutti coloro che appartengono a Gesù Cristo, essendo stati battezzati, credendo in Lui e professando che Lui è il loro Signore. Così come le membra di un corpo nell'insieme appartengono a un organismo, i battezzati appartengono insieme alla Chiesa di Gesù Cristo.
Gesù Cristo ha due nature. Queste si riflettono anche nella Chiesa.
Se si parla delle due nature di Gesù, è inteso il fatto che Gesù Cristo era contemporaneamente vero Dio e vero uomo. Questo può essere dimostrato con esempi tratti dalla sua vita: quando richiamò in vita Lazzaro che era deceduto, lo fece quale vero Dio (Giovanni 11, 43-47). Quale vero uomo sentiva, per esempio, fame e sete come tutti gli altri uomini (Giovanni 4, 7).
La natura divina di Gesù era invisibile, la sua natura umana era visibile.
Questo è il caso anche della Chiesa: essa ha un lato invisibile e un lato visibile. Entrambi i lati sono un insieme indissolubile, come le due nature di Gesù Cristo.
Si percepisce il lato invisibile della Chiesa nelle azioni di salvezza, le quali sono per l'uomo invisibili e possono essere afferrate soltanto mediante la fede.
Esempi di azioni di salvezza sono:
Si percepisce il lato visibile della Chiesa tra l'altro al momento in cui uomini agiscono nella Chiesa. Questo può essere vissuto, per esempio:
Sì, il lato invisibile della Chiesa di Gesù Cristo è perfetto. In questo modo corrisponde alla natura divina di Gesù Cristo. La grandezza, l'ampiezza e la perfezione della Chiesa di Gesù Cristo sono per noi uomini inimmaginabili e non possono essere concepite interamente nemmeno da colui che crede.
No, il lato visibile della Chiesa di Gesù Cristo non è perfetto. Perché non sempre chi vi agisce lo fa manifestando l'amore, la misericordia, la veracità e la bontà di Gesù.
Nella Chiesa operano uomini peccaminosi che commettono errori. Per questo motivo si trovano nella Chiesa anche sbagli, percorsi errati e sviamenti, tipici degli esseri umani.
In questo punto il lato visibile della Chiesa è fondamentalmente diverso dalla natura umana di Gesù. Contrariamente al lato visibile della Chiesa, che presenta delle lacune, Gesù Cristo era perfetto ed esente da peccati anche nella sua natura umana.
Nel suo lato visibile come anche nel lato invisibile, la Chiesa di Cristo ha quattro caratteristiche: unità, santità, universalità e apostolicità. Queste caratteristiche della Chiesa sono chiamate notae ecclesiae.
La Chiesa è una sola, perché esiste il solo Dio. La Chiesa rende testimonianza dell'unità di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che opera in essa. Gesù disse che l'essere uniti reciprocamente e l'amore tra di loro è il segno che caratterizza quelli che sono suoi e che lo seguono. Così nella Chiesa si manifesta la natura di Dio: «Dio è amore; e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (I Giovanni 4, 16).
La Chiesa è santa, perché la Trinità di Dio è santa. Essa opera nella Chiesa di Cristo mediante la parola e il sacramento.
La Chiesa è universale, perché Dio si adopera per tutti gli uomini, i vivi e i morti. Per l'annuncio del Vangelo non esistono confini.
La Chiesa è apostolica, perché in essa si trasmette un insegnamento apostolico e in essa agisce il ministero apostolico.
Nelle varie associazioni religiose cristiane le quattro caratteristiche della Chiesa di Gesù Cristo – unità, santità, universalità e apostolicità – sono realizzate in modo diverso e in ampiezza diversa.
Queste caratteristiche della Chiesa di Gesù Cristo si manifestano nel modo più chiaro là dove operano gli apostoli: loro dispensano i tre sacramenti a persone viventi e anime defunte e annunciano la parola di Dio, dando particolare importanza al vicino ritorno di Cristo. Qui è eretta l'Opera di redenzione del Signore.
Con l’espressione «Opera di redenzione del Signore» s'intende generalmente l'Opera salvifica di Gesù e anche quella parte della Chiesa in cui operano gli apostoli e trasmettendo i doni di salvezza che servono per la preparazione della sposa di Cristo.
L'Opera del Signore, per mezzo di apostoli di Gesù Cristo, raccoglie e prepara la comunità della sposa in vista del suo vicino ritorno. Troviamo questi apostoli nella Chiesa Neo-Apostolica.
All'inizio, la Chiesa di Gesù Cristo si manifestò a Pentecoste, quando fu sparso lo Spirito Santo. L'apostolo Pietro predicò e circa 3'000 persone giunsero alla fede. Si fecero battezzare e insieme con gli apostoli formarono la prima comunità cristiana. Questo avvenne a Gerusalemme.
I primi cristiani «erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere» (Atti degli apostoli 2, 42). Questo ha un'importanza fondamentale nella Chiesa di Gesù Cristo.
Il Nuovo Testamento ci offre uno sguardo sullo sviluppo delle prime comunità negli Atti degli apostoli e nelle lettere degli apostoli.
Dopo Pentecoste, quando fu sparso lo Spirito Santo, la Chiesa di Gesù Cristo si sviluppò ulteriormente: in essa operavano apostoli e altri ministri. Si predicava il Vangelo e si dispensavano i sacramenti.
Ovunque nell'Impero romano sorsero delle comunità, il cristianesimo si diffondeva tra i giudei e i pagani.
Ai tempi dei primi cristiani l'Impero romano era la potenza che dominava il mondo. Abbracciava l'intera area mediterranea, unitamente al Medio Oriente. Per la diffusione del Vangelo l'Impero romano, con il suo valido sistema di strade e la lingua veicolare greca, e più tardi quella latina, era di grande vantaggio.
Adempiendo l'incarico missionario ricevuto da Gesù – di insegnare e battezzare tutti i popoli – gli apostoli erano attivi in svariate regioni. Gli apostoli Pietro e Giacomo annunciarono il Vangelo soprattutto tra i giudei, mentre gli apostoli Paolo e Barnaba si recarono in paesi dell'area mediterranea abitati da pagani. Il Vangelo si diffuse anche in paesi dell'Asia e dell'Africa; sorsero comunità in Egitto, nella Turchia, in Grecia, Italia, Libia, Macedonia, Siria e Cipro.
Al servizio di Cristo, gli apostoli sopportavano stenti, fatiche e sofferenze. In II Corinzi 11, 25-28 l'apostolo Paolo descrive le sue vicissitudini: «Tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini. Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese.»
A causa di persecuzioni, molti credenti fuggirono da Gerusalemme (cfr. Atti degli apostoli 8, 1; 11, 19). Anche nel nuovo ambito di vita, essi avvicinarono la gente alla fede cristiana e annunciarono la parola di Dio, come per esempio Filippo nella capitale della Samaria.
"Missione" deriva dal latino e significa "mandato, incarico". Si adopera questo termine, quando a gente non cristiana si annuncia la fede in Gesù, il Vangelo.
Nella Sacra Scrittura ci sono soltanto pochi indizi al riguardo. Da testi non biblici risulta che molti apostoli morirono quali martiri. Tra tutti gli apostoli, quello che visse più a lungo fu probabilmente l'apostolo Giovanni. Dopo la distruzione di Gerusalemme (nell'anno 70 d.C.), egli soggiornava nell'Asia Minore e operava prevalentemente nella comunità di Efeso.
"Martire" deriva dalla parola greca "martys" che significa "testimone". "Martiri" ("testimoni di sangue") sono chiamate le persone che a causa della loro fede subiscono sofferenze o persino una morte violenta. Un esempio rappresenta il diacono Stefano, il quale fu lapidato a causa della sua confessione per Gesù Cristo. La sua lapidazione è descritta in Atti degli apostoli 7.
Dopo la morte dei primi apostoli, il ministero al quale Gesù aveva affidato la dispensazione dei sacramenti, il perdono dei peccati e l'annuncio del Vangelo, non era più ricoperto. Perciò non poteva più essere dispensato il dono dello Spirito Santo. Non potevano più neppure sorgere nuovi doni ministeriali dall'apostolato. Ma il Vangelo si diffondeva nonostante ciò. Persone credenti divulgavano ulteriormente il Vangelo e i valori cristiani.
Nei paesi pagani, i membri delle prime comunità cristiane furono perseguitati quali eretici, perché non veneravano gli dèi nei quali si credeva in quei luoghi. Ai cristiani si dava pure la colpa di cattivi raccolti, di terremoti o inondazioni, il che fu sempre di nuovo motivo per perseguitarli. Gli imperatori romani cercarono di sterminare il cristianesimo; la prima persecuzione dei cristiani si ebbe nell'anno 64 d.C. a Roma, per opera dell'imperatore Nerone.
Sì, anche dopo la morte dei primi apostoli e nonostante le persecuzioni dei cristiani, la Chiesa cresceva. Le persone che credevano in Gesù Cristo e lo riconoscevano quale il loro Signore ricevevano il sacramento del Santo Battesimo con acqua e così venivano aggiunte al corpo di Cristo. In tal modo la Chiesa di Gesù Cristo si è diffusa su tutta la terra.
A poco a poco, nelle prediche l'attesa del prossimo ritorno di Cristo passava in secondo piano. Tuttavia, la fede nella vita e nell'operare del Figlio di Dio, nella sua morte e nella sua risurrezione, era tenuta viva.
Sotto l'impulso dello Spirito Santo furono scritte le professioni di fede della Chiesa primordiale. In riunioni della Chiesa (concili) si definirono e si dichiararono vincolanti per la fede cristiana le dottrine della Trinità di Dio e della duplice natura di Gesù Cristo.
Dopo la morte degli apostoli del primo tempo apostolico, non c'era più alcun portatore di questo ministero. Ma il ministero stesso di apostolo continuava a esistere senza mutamento. Nell'anno 1832 Dio donò nuovamente questo ministero.
In Inghilterra, Scozia e Germania, credenti di diverse confessioni pregavano e speravano che lo Spirito Santo fosse nuovamente attivo in modo più incisivo, come ai tempi dei primi apostoli. A questo si aggiunse la speranza che Dio avesse nuovamente inviato degli apostoli.
Finalmente, nell'anno 1832, a Londra un uomo credente, John Bate Cardale, fu vocato dallo Spirito Santo nel ministero d'apostolo e designato quale apostolo da Henry Drummond. A Natale del 1832, in una consacrazione, John Bate Cardale eseguì il suo primo atto ministeriale quale apostolo.
Con la nuova vocazione di apostoli, nella Chiesa di Cristo c'erano nuovamente portatori del ministero d'apostolo. Ora, come nelle fasi di fondazione della Chiesa di Cristo, era nuovamente attivo il ministero che ha l'autorità di somministrare tutti i sacramenti, che mantiene viva la certezza del vicino ritorno di Cristo e che prepara la comunità della sposa a questo evento: si dispensava di nuovo il dono dello Spirito Santo. Anche il perdono dei peccati veniva nuovamente annunciato per mezzo di apostoli, e si svolgevano ancora delle ordinazioni.
È Gesù Cristo che governa la sua Chiesa. A questo scopo si avvale degli apostoli. L'apostolato è il ministero originale della Chiesa. È l'unico ministero dato da Gesù stesso. I compiti più importanti degli apostoli sono la predicazione del Vangelo in tutto il mondo, l'annuncio del perdono dei peccati, la dispensazione dei sacramenti a persone viventi e anime defunte, l'ordinazione di ministri. In questo modo, per mezzo dell'operare degli apostoli, viene raccolta la comunità della sposa e preparata al ritorno di Cristo.
Attualmente gli apostoli operano nella Chiesa Neo-Apostolica. Ma il ministero d'apostolo non è istituito soltanto per la Chiesa Neo-Apostolica, bensì per tutta la Chiesa di Gesù Cristo. Il ministero d'apostolo ha l'incarico di operare in tutte le parti della Chiesa.
Gli apostoli sono inviati a tutti i popoli e adempiono questo incarico, recandosi in tutti i paesi della terra, per fondare delle comunità e guidare i credenti verso Gesù Cristo.
La dispensazione di tutti i sacramenti (Santo Battesimo con acqua, Santa Cena e Santo Suggello) è affidata all'apostolato. Gli apostoli dispensano i sacramenti anche per le anime dei defunti.
Il Santo Suggello è elargito unicamente da apostoli.
Nella Chiesa Neo-Apostolica la Santa Cena e il Santo Battesimo con acqua sono dispensati anche dai ministri sacerdotali, nell'incarico degli apostoli.
Il Santo Battesimo con acqua è affidato a tutta la Chiesa di Cristo: ovunque si effettua il Battesimo nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e con acqua, persone credenti vengono a far parte della Chiesa di Gesù Cristo.
Al ritorno di Cristo una parte della Chiesa, la comunità della sposa (le primizie), sarà prelevata e vivrà con Gesù Cristo le «nozze» in cielo (cfr. Apocalisse 19, 6 e 7).
L'altra parte della Chiesa rimane sulla terra e deve dare buona prova nelle avversità che si rivolgeranno contro i cristiani rimasti sulla terra (cfr. Apocalisse 12).
"Alleluia! Perché il Signore, nostro Dio, l'Onnipotente, ha stabilito il suo regno. Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata" (Apocalisse 19, 6-7).
"Quando il dragone si vide precipitato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio. Allora il dragone s'infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù" (Apocalisse 12, 13-17).
Alla Chiesa di Gesù Cristo appartengono le persone che credono in Gesù Cristo, che professano il Figlio di Dio quale il loro Signore e che sono battezzate nel nome del Dio trino, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Ma ormai non tutti i battezzati credono e professano. Pertanto non tutti i battezzati appartengono alla Chiesa di Cristo.
La moltitudine delle Comunità religiose (Confessioni) è dovuta a interpretazioni diverse del Vangelo e anche a differenze di natura culturale, sociale e storica.
Nel senso più vasto può essere denominato "cultura" tutto ciò che gli uomini allestiscono. La gente e i popoli hanno un bagaglio culturale diverso, dovuto al proprio modo di vivere, alla propria storia, alle proprie esperienze, alla rispettiva provenienza religiosa e politica, alle proprie abitudini, ai propri concetti dei valori, alle diverse convinzioni ecc.
La parola "sociale" deriva dalla parola latina socius che significa "insieme, unito, alleato". È usato quando si vuole esprimere che qualcuno è rivolto al prossimo, alla collettività e si prende cura di altri.
La Chiesa di Cristo può essere sperimentata laddove, in varia misura, sono presenti l'unità, la santità, l'universalità e l'apostolicità.
Nella misura più completa la Chiesa di Gesù Cristo si manifesta laddove sono presenti l'apostolato, la dispensazione dei tre sacramenti a persone viventi e anime defunte, e l'annuncio veritiero della parola. Ecco l'Opera di redenzione del Signore, in cui la sposa di Cristo viene preparata alle nozze in cielo.
Al ritorno di Cristo una parte della Chiesa, la comunità della sposa, sarà prelevata. Un'altra parte della Chiesa rimarrà sulla terra e dovrà subire l'avversità dell'anticristo. Nel regno della pace, la Chiesa si manifesterà in modo che, tramite il real sacerdozio, tutti gli uomini di tutti i tempi verranno a conoscenza del Vangelo. Nella nuova creazione sarà data in eterno adorazione e lode a Dio.
Elementi comuni delle singole Comunità religiose sono il battesimo nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, la professione per Gesù Cristo e la fede nella Trinità di Dio.
Tramite i battezzati che vivono conformemente alla loro fede e che professano Cristo quale il loro Signore, la Chiesa può essere percepita come comunione di fede, di speranza e d'amore.