Il nome «Gesù» significa «Il Signore salva». Quando l’angelo Gabriele annunciò la nascita di Gesù, impose anche il suo nome: «Tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati» (Matteo 1, 21). Così, già nell’attribuzione del nome si evidenzia che Gesù è il Salvatore e Redentore promesso.
Nelle sue opere Gesù Cristo si manifestò quale il Salvatore e Redentore inviato da Dio: «I ciechi recuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri» (Matteo 11, 5). Ma la redenzione tramite Gesù Cristo oltrepassa largamente le dimensioni di ciò che è visibile e temporale, estendendosi nell’ambito invisibile ed eterno. Essa toglie al diavolo il diritto sull’uomo e conduce quest’ultimo fuori dal peccato e dalla morte.
La redenzione dell’uomo è fondata sul sacrificio di Gesù Cristo (cfr. Efesini 1, 7). Unicamente in lui la salvezza è accessibile per l’essere umano (cfr. Atti degli Apostoli 4, 12).
Dio, il Figlio, è la seconda Persona della Trinità di Dio. In Gesù Cristo egli è diventato uomo, rimanendo nello stesso tempo Dio: è entrato nella realtà storica. (3.4)
Gesù Cristo è vero uomo e vero Dio, quindi ha due nature. Secondo la sua natura umana, Gesù Cristo era uguale agli altri esseri umani; però lui è senza peccato. Secondo la sua natura divina, anche durante il tempo della sua umiliazione sulla terra egli era immutabilmente vero Dio. (3.4)
Gesù Cristo è chiamato «unigenito Figlio di Dio». Il Figlio di Dio, «l’unigenito» è generato dal Padre – dunque non creato, bensì eterno, senza inizio e senza fine, della stessa natura del Padre. (3.4.1)
Con Gesù, la Parola divina ed eccelsa (logos), che dal principio era con Dio, entra nell’ambito terreno e umano. Essa diventa «carne»: la Parola eterna diventa vero uomo. Nella gloria del Figlio sulla terra, la gloria sovrannaturale del Padre diventa una realtà storica direttamente percettibile. (3.4.2)
La duplice natura di Gesù Cristo quale vero uomo e vero Dio è un mistero. Essendo vero uomo, Gesù condivideva con gli esseri umani tutta la gamma di percezioni del corpo e dell’anima. Essendo vero Dio, egli sottolineava la sua natura identica a quella del Padre: «Io e il Padre siamo uno». (3.4.3)
L’Antico Testamento offre delle indicazioni sul Messia che sarebbe dovuto venire. Da profeti dell’Antico Testamento furono espressi diversi dettagli concreti in relazione alla venuta del Redentore. In questo modo, nell’Antico Testamento sono stati preannunciati l’esistenza eterna del Figlio di Dio, la sua incarnazione e il suo cammino terreno. (3.4.4)
Nelle sue opere Gesù Cristo si manifestò quale il Redentore inviato da Dio. La redenzione dal peccato e dalla morte è fondata sul sacrificio di Gesù Cristo; unicamente in lui la salvezza è accessibile per l’essere umano. (3.4.5)