Con la consacrazione e le parole d’istituzione gli elementi pane e vino non cambiano nella loro sostanza; vi si aggiunge invece la sostanza di corpo e sangue (consustanziazione). Non avviene quindi una trasformazione delle sostanze (transustanziazione).
La Santa Cena è in stretta relazione con il fatto che Gesù Cristo ha due nature, umana e divina, le quali esistono in lui non mischiate e indivise (vedi 3.4). In questo senso è da interpretare la relazione tra il pane e il vino con il corpo e sangue di Cristo: dopo la consacrazione esiste un parallelo tra i due significati «pane e vino – natura umana di Cristo«e corpo e sangue – natura divina di Cristo».
Nella Santa Cena pane e vino corrispondono alla natura umana di Cristo, corpo e sangue alla sua natura divina. Per questa ragione una transustanziazione di pane e vino non è possibile; dopo la consacrazione, il pane e il vino conservano la loro sostanza naturale. Il pane e il vino non sono semplicemente metafore e simboli del corpo e sangue di Cristo, bensì il corpo e il sangue di Cristo sono veramente presenti (presenza reale). Grazie alle parole di consacrazione, pronunciate da un apostolo o da un ministro sacerdotale da lui autorizzato, alla sostanza di pane e vino si aggiunge la sostanza di corpo e sangue di Cristo.
Con questa azione l’apparenza esteriore degli elementi della Santa Cena non cambia. Così come durante la sua vita terrena Gesù era visibile quale uomo, nella Santa Cena pane e vino sono visibili. Dopo la consacrazione, gli elementi della Santa Cena hanno però una duplice sostanza, in analogia alle due nature di Gesù Cristo, precisamente le proprietà di pane e vino e di corpo e sangue di Cristo. Il Figlio di Dio è ora veramente presente negli elementi della Santa Cena: nella sua divinità e nella sua realtà umana.
Tuttavia negli elementi della Santa Cena il pane non corrisponde solamente al corpo di Cristo e il vino non solamente al suo sangue. Piuttosto in entrambi gli elementi, nel pane e nel vino, sono pienamente presenti il corpo e il sangue di Cristo.
Il corpo e sangue di Cristo rimangono presenti nelle ostie consacrate fino al momento in cui giungono al rispettivo destinatario. Dopo il servizio divino, le ostie non distribuite sono trattate con rispetto e cura.