Una testimonianza della celebrazione della Santa Cena e delle rispettive parole di consacrazione, pronunciate da Gesù, si trova in I Corinzi 11, 17-32. Anzitutto questi versetti dimostrano che la celebrazione della Santa Cena faceva parte della prassi religiosa nelle prime comunità cristiane. L’apostolo Paolo cita le parole di consacrazione della Santa Cena utilizzate a Corinto. Si intuisce che erano prescritte come una formula: «Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso». Seguono le parole di consacrazione: «Il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga» (I Corinzi 11, 23-26).
Questi versetti illustrano la situazione in cui avvenne l’istituzione della Santa Cena e riportano le parole di Gesù. Nella commemorazione di questo evento unico nella storia della salvezza sono comprese le parole di consacrazione. Quando si celebra la Santa Cena, si evoca anche la notte in cui Gesù fu tradito.
Anche il rompere il pane e il ringraziamento a Dio (greco: eucharistein) sono elementi indissolubili. Allo stesso tempo si rivela l’interpretazione che Gesù dava al pane e al vino: il pane non è soltanto il pane della Pasqua, bensì «il mio corpo che è dato per voi». Altresì il calice non contiene solo il vino che accompagna il banchetto della Pasqua, bensì «è il nuovo patto nel mio sangue». Questo unico calice con il vino, che si porgeva nella celebrazione della Santa Cena, rende effettivo il Nuovo Patto fondato sulla morte di Gesù. Chi beve da questo calice, riceve il sangue di Gesù Cristo, vale a dire il Signore stesso. Alla fine del testo sono evidenziati l’importanza della proclamazione della morte di Gesù Cristo, avvenuta una sola volta, e il significato del suo ritorno. Altresì è sottolineata l’importanza della Santa Cena per la comunione vitale con il Signore: «Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo non è forse la comunione con il corpo di Cristo? Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell’unico pane» (I Corinzi 10, 16-17).