La Santa Cena ha un carattere riferito al tempo della fine, ossia escatologico, perché sta in stretta relazione con il banchetto delle nozze in cielo. Con Gesù Cristo il regno di Dio si è avvicinato. Riferendosi alla sua affermazio- ne: «Da ora in poi non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio» (Luca 22, 18), la comunità che celebra la Santa Cena è in attesa dell’adempimento di questa promessa, di cui la comunione vissuta nella Santa Cena è un presagio. Fino al congiungimento futuro e definitivo della Sposa con lo Sposo (vedi 10.2 Le), nella Santa Cena la Chiesa vive la più intima comunione con il Signore.
La Santa Cena è un pasto di commemorazione, poiché con esso si commemora in prima linea l’evento unico ed eternamente valido della morte di Cristo. La commemorazione si estende ancora oltre la risurrezione del Signore e la sua ascensione, includendo anche la consapevolezza della presenza attuale di Cristo e del suo regno futuro. (8.2.8 La)
La Santa Cena è una professione della morte, della risurrezione e del ritorno di Gesù Cristo. Questa professione di fede è richiesta a chiunque voglia partecipare alla Santa Cena. (8.2.9 La)
Chi prende parte alla Santa Cena nella Chiesa Neo-Apostolica in modo permanente, dovrebbe rendersi conto che con ciò professa anche la sua fede negli apostoli di Gesù che operano nel nostro tempo. (8.2.9 La)
Nella Santa Cena Gesù Cristo ha comunione dapprima con i suoi apostoli e poi anche con i fedeli. Inoltre, con la Santa Cena, sono i membri dell’assemblea cultuale a praticare una comunione reciproca. (8.2.10 La)
La Santa Cena ha un carattere riferito al tempo della fine, perché sta in stretta relazione con il banchetto delle nozze in cielo. Fino al congiungimento definitivo della Sposa con lo Sposo, nella Santa Cena la Chiesa vive la più intima comunione con Gesù Cristo. (8.2.11 La)