Ancora oggi, i quattro elementi fondamentali del servizio divino, originari della Chiesa primitiva, restano cardini nelle occasioni in cui la comunità celebra il costante e rinnovato mistero dell’incontro tra Dio e l’uomo presso l’altare.
La formula iniziale trinitaria «Nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» è sia un’invocazione di Dio sia un riconoscimento della sua presenza. Ogni incontro con la Trinità di Dio nel servizio divino inizia con queste parole e culmina con la benedizione trinitaria. Così il partecipante al servizio divino si rende conto della presenza di Dio.
Come in cielo le schiere celesti lodano Dio (cfr. Isaia 6, 3; Apocalisse 4, 8-11), in terra la comunità riunita per il servizio divino loda e celebra la Trinità divina, la sua grazia e misericordia.
La finalità del servizio divino è di rafforzare la speranza nell’imminente ritorno di Cristo e di preparare i credenti alla sua venuta. Per questo motivo il servizio divino è per loro santo. Trascurare sconsideratamente i servizi divini mette in pericolo la perseveranza nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere, come la praticavano i primi cristiani.
In chi manca spesso al servizio divino senza motivo impellente, può svanire il desiderio per la ricezione del sacramento e della parola suscitata dallo Spirito. Inoltre, non gli pervengono le forze contenute nella Santa Cena, non ottiene il perdono dei peccati e non beneficia della benedizione associata al servizio divino.
Chi nega a Dio l’adorazione che gli è dovuta, rifiutando consapevolmente o disprezzando il servizio divino e la grazia offerta, commette peccato, e questo indipendentemente dal fatto che sia presente al servizio divino o non vi prenda parte.